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Assistenza specialistica: la decisione che gela le famiglie

Genitori e docenti uniti per chiedere che i ragazzi con disabilità possano concludere l'anno con il supporto necessario

by Davide Cannata
ragazzo in sedia a rotelle ph pixabay

Le famiglie, le associazioni e i comitati del territorio alzano la voce contro una decisione che definiscono inaccettabile: l’Ambito Territoriale N23 di Nola ha stabilito la sospensione del servizio di assistenza specialistica per gli alunni con disabilità a partire dal 29 maggio 2026, ovvero prima della chiusura ufficiale dell’anno scolastico in Campania, prevista per il 6 giugno 2026. Una scelta che lascia senza supporto i bambini e i ragazzi più fragili proprio negli ultimi, delicati giorni di lezione.

Un taglio che colpisce i più vulnerabili

La misura adottata dall’Ufficio di Piano dell’Ambito N23 priva gli studenti con disabilità delle figure educative dedicate all’autonomia e alla comunicazione per circa una settimana prima del termine delle attività didattiche. Secondo chi protesta, senza questo supporto l’inclusione scolastica viene di fatto annullata, costringendo molti alunni a restare a casa. Le famiglie denunciano che si tratta di un palese atto discriminatorio, in aperta violazione della Legge 67/2006 sulla tutela delle persone con disabilità vittime di discriminazioni, e che tale decisione calpesta i diritti inderogabili garantiti dalla Legge 104/1992 e il diritto costituzionale allo studio.

Le ragioni della protesta

Le motivazioni addotte dall’ente — riconducibili a limiti di bilancio e scadenze amministrative — vengono giudicate del tutto insufficienti a giustificare una simile interruzione. «I limiti di bilancio o le scadenze amministrative dell’Ambito di Nola non possono calpestare i diritti inderogabili degli alunni», affermano i comitati. Le famiglie sottolineano con forza che i propri figli non possono essere trattati come cittadini di serie B, e che nessuna giustificazione burocratica può prevalere sulla tutela di soggetti già in condizione di vulnerabilità.

Le richieste al territorio e alle istituzioni

Le associazioni e i comitati avanzano tre richieste precise alle istituzioni coinvolte: la revoca immediata del provvedimento di sospensione firmato dall’Ufficio di Piano dell’Ambito N23; la proroga del servizio fino al 6 giugno 2026, a copertura totale delle ore scolastiche previste; e un intervento diretto dei Sindaci dei Comuni dell’Ambito per risolvere quella che viene definita una gravissima emergenza sociale. La mobilitazione è ferma: le famiglie non intendono cedere finché i diritti dei loro figli non saranno pienamente garantiti.

A cura di Giuseppe Rosso

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