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SpaceX sbarca a Wall Street: cifre da capogiro al debutto

L'architettura societaria blindata permette al celebre fondatore di mantenere il controllo totale nonostante l'apertura al mercato pubblico

by Davide Cannata
ph web.elon musk space x

Il suono della campanella delle 9.30 a New York inaugura una fase inedita per i mercati finanziari. L’approdo di SpaceX al Nasdaq si è tradotto in una giornata d’esordio eccezionale, chiusa con un balzo del 19,34%. Un risultato che spinge la valutazione complessiva oltre la soglia dei 2.000 miliardi di dollari, superando ogni precedente primato. Questo exploit ha portato il patrimonio di Elon Musk a oltre 1.100 miliardi di dollari, consacrandolo come il primo triliardario nella storia.

L’ipo più ricca di sempre e la fiducia degli investitori

Alla base di questo risultato c’è l’offerta pubblica iniziale più imponente mai registrata negli Stati Uniti. L’azienda ha raccolto più di 75 miliardi di dollari mettendo sul mercato 556 milioni di azioni al prezzo di 135 dollari ciascuna. L’entusiasmo degli investitori si è riflesso immediatamente nei futures perpetui, arrivati a 175 dollari per azione, con un premio di quaranta dollari rispetto al prezzo iniziale. Lo stesso Musk ha ricordato a Starbase in Texas come in origine valutasse oltre il 90% le probabilità di fallimento dell’intero progetto, dichiarando “stimavo una probabilità di fallimento superiore al 90%”.

Perdite attuali e controllo saldo di musk

I numeri record registrati a Wall Street contrastano però con la situazione economica reale dell’azienda. SpaceX ha chiuso il 2025 con perdite pari a 4,9 miliardi di dollari, un andamento negativo confermato anche nel primo trimestre del 2026. Nonostante ciò, il mercato continua a puntare sul potenziale monopolio tecnologico e sul futuro dell’esplorazione spaziale. Tra i progetti più ambiziosi figura il trasferimento dei data center in orbita per eliminare l’impatto ambientale terrestre, un piano che richiede investimenti enormi, come dimostrano i 7,7 miliardi di dollari destinati all’intelligenza artificiale nei primi tre mesi dell’anno. L’ingresso in Borsa non modifica comunque il controllo di Musk, che ha ceduto poco più della metà delle azioni mantenendo una quota strategica. Grazie a una struttura a doppia classe, conserva l’85% dei diritti di voto, blindando la propria leadership e rendendola inattaccabile da eventuali decisioni degli altri azionisti.

A cura di Viola Bianchi

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