Home Daynews24Savona, va all’obbligo di firma con bici rubate: arrestato

Savona, va all’obbligo di firma con bici rubate: arrestato

Pensava di eludere i sospetti sfruttando la routine della firma, ma le immagini della videosorveglianza hanno chiuso definitivamente il cerchio

by Davide Cannata
Comando Carabinieri ph Wikipedia

Un singolare paradosso giuridico ha interessato il comune di Albenga, centro in provincia di Savona, dove l’apparente ossequio alle prescrizioni dell’autorità giudiziaria celava un’incessante attività predatoria. Un uomo di 38 anni, senza fissa dimora e non in regola con le normative sul soggiorno, gravato da precedenti per reati contro il patrimonio, era sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione periodica alla polizia giudiziaria. Il provvedimento, noto come «firma», mirava a garantire la reperibilità dell’indagato senza disporne la carcerazione. Tuttavia, la scrupolosa puntualità con cui il soggetto raggiungeva il presidio dell’Arma non era dettata da un ravvedimento, bensì dall’opportunità di trasformare lo spostamento obbligato in una sequenza continua di furti ai danni di biciclette e monopattini elettrici.

La ricostruzione degli investigatori e il furto ripreso dalle telecamere

A destare l’attenzione dei Carabinieri della Stazione di Albenga è stato il moltiplicarsi di denunce per ammanchi di veicoli a due ruote in orari coincidenti con l’apertura al pubblico e la registrazione delle presenze. Mettendo a confronto le segnalazioni dei cittadini con i registri interni della caserma, i militari hanno smascherato la condotta dell’uomo: il trentottenne sottraeva biciclette o monopattini lasciati in sosta lungo la strada per raggiungere velocemente la caserma, oppure rubava un nuovo mezzo appena uscito dagli uffici per allontanarsi indisturbato. La conferma definitiva è giunta in seguito a un furto compiuto a breve distanza dal presidio militare. Subito dopo aver siglato il registro, l’indagato ha divelto con forza il catenaccio metallico di un monopattino elettrico legato a una ringhiera nei pressi di un supermercato vicino alla stazione dell’Arma, allontanandosi sulla pedana. L’analisi immediata delle immagini di videosorveglianza e i riscontri temporali hanno permesso di identificare il ladro nell’individuo che pochi istanti prima si trovava al cospetto del piantone.

L’aggravamento della misura cautelare e la reclusione nel carcere di Imperia

Le prove raccolte dai militari hanno dimostrato la totale inefficacia dell’obbligo di firma, adoperato dal trentottenne come alibi per compiere ulteriori reati. Il fascicolo è stato trasmesso con urgenza alla Procura della Repubblica, che ha sollecitato un inasprimento della misura. Rilevato il concreto e attuale pericolo di reiterazione del crimine, il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere in sostituzione della precedente prescrizione. Rintracciato sul territorio comunale di Albenga, il trentottenne è stato sottoposto ai rilievi fotodattiloscopici e condotto presso la casa circondariale di Imperia. La vicenda evidenzia l’impegno costante nel contrasto alla microcriminalità predatoria che colpisce la mobilità sostenibile urbana, fermo restando che, nella fase delle indagini preliminari, nei confronti dell’indagato vale la presunzione di non colpevolezza sino a un’eventuale condanna definitiva.

A cura della redazione

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