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Bonus caldaia 2026, cambiano gli incentivi: stop a pellet e biomasse

Con il nuovo quadro normativo sul Bonus caldaia 2026 cambiano radicalmente gli incentivi per il riscaldamento domestico: scopri quali impianti sono coinvolti dalla rivoluzione verde

by Davide Cannata
ph web bonus caldaia 2026

Dal 3 agosto entrano in vigore le nuove disposizioni legate alla Direttiva RED III, recepita con il Decreto Legislativo 5/2026, che ridefiniscono in modo significativo il sistema degli incentivi per il riscaldamento domestico. Il nuovo quadro normativo introduce una svolta netta: vengono premiate le tecnologie a basse emissioni mentre si riducono drasticamente le agevolazioni per gli impianti alimentati a biomassa.

Il bonus caldaia 2026 si inserisce nella più ampia strategia europea di decarbonizzazione degli edifici, responsabili di circa il 40% dei consumi energetici totali dell’Unione Europea e di oltre un terzo delle emissioni di CO₂ legate all’energia. L’obiettivo è favorire il passaggio verso sistemi basati su energia elettrica e fonti rinnovabili, riducendo l’uso di combustibili fossili e tecnologie più inquinanti.

Stop agli incentivi per biomasse

La novità principale riguarda l’eliminazione totale degli incentivi per stufe a pellet, stufe a legna, termocamini e caminetti. Questi impianti non possono più beneficiare né della detrazione IRPEF del 50% prevista da Ecobonus e Bonus Ristrutturazione né dei contributi locali messi a disposizione da Regioni, Province e Comuni.

La scelta è motivata da ragioni ambientali: la combustione della biomassa vergine genera emissioni di particolato fine PM10 e ultrafine PM2.5, con effetti rilevanti sulla qualità dell’aria, soprattutto nelle aree già soggette a procedure d’infrazione europea. Il bacino Padano rappresenta uno dei casi più critici, con livelli di polveri sottili che superano da anni i limiti europei e determinano elevati costi sanitari ed economici.

È comunque prevista una deroga per chi sostituisce un vecchio impianto con uno di ultima generazione. In questo caso sono richiesti requisiti stringenti: certificazione ambientale a 5 Stelle secondo il DM 186/2017, rendimento termico almeno pari all’87% ed emissioni di particolato inferiori a 1 milligrammo per metro cubo normale nei casi previsti.

Per accedere agli incentivi è inoltre obbligatorio utilizzare esclusivamente pellet certificato ENplus A1 e conservare tutte le fatture di acquisto. Eventuali irregolarità comportano la perdita del beneficio e possibili sanzioni previste dalle normative regionali.

Incentivi per tecnologie efficienti

Restano invece pienamente sostenuti gli impianti considerati strategici per la transizione energetica: pompe di calore, sistemi ibridi certificati e pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e l’integrazione del riscaldamento.

Le pompe di calore continuano a beneficiare dell’Ecobonus con detrazione del 50% per l’abitazione principale e del 36% per le seconde case. Rimane attivo anche il Bonus Casa, insieme al Conto Termico 3.0, che prevede contributi diretti fino al 65% delle spese ammissibili.

Il Conto Termico si distingue per la rapidità di erogazione: il contributo viene accreditato direttamente sul conto corrente entro pochi mesi dall’approvazione della pratica, evitando i lunghi tempi delle detrazioni fiscali. La misura dispone di un budget annuale di 900 milioni di euro destinato all’efficienza energetica e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Anche i sistemi ibridi restano incentivati, ma solo se certificati “Factory Made”. La normativa richiede infatti che pompa di calore e caldaia a condensazione costituiscano un’unica unità progettata e certificata dal produttore, escludendo soluzioni assemblate successivamente.

Nuove regole e impatti sul mercato

Dal 3 agosto cambia anche l’approccio progettuale: ogni intervento che modifica in modo rilevante un impianto termico deve integrare obbligatoriamente fonti rinnovabili per coprire parte del fabbisogno energetico dell’edificio.

Diventa quindi più complesso installare una semplice caldaia a condensazione alimentata solo a gas. Questa soluzione sarà consentita soltanto se il progettista dimostrerà, tramite una specifica relazione tecnica, l’impossibilità tecnica o economica di utilizzare fonti rinnovabili, secondo quanto previsto dalle procedure ENEA.

Le nuove disposizioni avranno effetti anche sul mercato: i produttori di pompe di calore, sistemi ibridi e solare termico potranno beneficiare di una domanda in crescita, mentre il settore delle biomasse dovrà affrontare una fase di riconversione. Per i consumatori, la convenienza dipenderà sempre più dalla scelta di tecnologie ad alta efficienza, capaci di sfruttare incentivi fino al 65% e ridurre nel tempo consumi ed emissioni.

A cura della redazione

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