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Falcon 9 verso la Luna: oggi il grande impatto

Lo stadio superiore del razzo Falcon 9 di SpaceX è destinato a schiantarsi sulla superficie della Luna dopo oltre un anno di viaggio nello spazio. I calcoli più recenti indicano una finestra temporale ormai molto ristretta, mentre astronomi e missioni spaziali si preparano a osservare un evento che potrà fornire dati preziosi sugli impatti ad alta velocità e sul monitoraggio dei detriti nello spazio cislunare

by Nora Taylor
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La Luna sta per diventare il teatro di un evento destinato ad attirare l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Lo stadio superiore di un razzo Falcon 9 di SpaceX, identificato con la sigla 2025-010D, si trova ormai in una traiettoria di collisione praticamente inevitabile con il nostro satellite naturale. Dopo avere trascorso oltre un anno in un’orbita terrestre molto estesa, l’oggetto raggiungerà la superficie lunare nel corso della giornata del 5 agosto 2026. L’evento non rappresenta alcun rischio per la Terra, ma offrirà agli studiosi una rara occasione per osservare gli effetti prodotti da un impatto ad alta velocità su un corpo celeste privo di atmosfera.

Data, orario e punto previsto dello schianto

Le simulazioni più aggiornate elaborate dall’astronomo Bill Gray, responsabile del progetto Project Pluto, indicano che lo schianto dovrebbe verificarsi il 5 agosto 2026 alle 08:35:37, ora italiana. Il razzo dovrebbe raggiungere la superficie lunare a una velocità di circa 2,43 chilometri al secondo, equivalenti a quasi 8.700 chilometri orari. L’area individuata dai calcoli si trova nelle vicinanze del cratere Einstein, una regione collocata vicino al bordo del disco lunare osservabile dalla Terra.

Gli astronomi hanno ridotto progressivamente il margine d’incertezza grazie alle osservazioni raccolte negli ultimi mesi. L’orario dell’impatto presenta ormai uno scostamento limitato a pochi secondi, mentre la posizione finale potrebbe ancora variare di alcuni chilometri. La rotazione irregolare del relitto e la pressione esercitata dalla radiazione solare continuano infatti a modificare leggermente la traiettoria del veicolo.

Come il Falcon 9 è arrivato sulla rotta di collisione

Lo stadio superiore venne lanciato il 15 gennaio 2025 per accompagnare verso la Luna i lander Blue Ghost 1 di Firefly Aerospace e Hakuto-R Mission 2 di ispace. Dopo avere completato la missione, il veicolo rimase su una traiettoria terrestre molto allungata. Nel corso dei mesi la gravità della Luna e del Sole, insieme alla continua pressione della luce solare, hanno modificato progressivamente il suo percorso fino a trasformarlo in una rotta diretta verso il nostro satellite.

La traiettoria non segue un’orbita semplice. Il razzo attraversa una regione dello spazio nella quale numerose perturbazioni gravitazionali influenzano continuamente il suo movimento. Anche una forza estremamente ridotta, come quella esercitata dalla radiazione solare, può produrre effetti misurabili quando agisce per lunghi periodi. Per questo motivo gli esperti hanno aggiornato le simulazioni fino a ridosso dell’evento.

Le simulazioni sul cratere e sul pennacchio di detriti

Uno studio coordinato da Benjamin Fernando ha analizzato gli effetti della collisione prendendo in considerazione diversi scenari. La massa dello stadio non risulta nota con precisione, ma le stime la collocano tra quattro e cinque tonnellate. Alla velocità prevista, l’impatto dovrebbe liberare un’energia compresa tra circa 12 e 15 gigajoule.

Secondo le simulazioni, lo schianto potrebbe generare un cratere largo tra 20 e 30 metri, accompagnato da un breve lampo luminoso e da un’imponente nube di polvere costituita da regolite lunare. Negli scenari più estremi, la colonna centrale di detriti potrebbe raggiungere un’altezza compresa tra 75 e 100 chilometri. Gli stessi ricercatori invitano però alla prudenza, perché l’orientamento del razzo, la sua struttura e le caratteristiche del terreno influenzeranno direttamente l’esito dell’impatto.

Il ruolo delle missioni in orbita attorno alla Luna

L’evento coinvolgerà indirettamente anche alcune missioni scientifiche già operative attorno alla Luna. Il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA effettuerà passaggi nell’area prevista prima e dopo lo schianto. La missione confronterà le immagini raccolte nei due momenti per individuare il nuovo cratere, misurarne le dimensioni e analizzare la distribuzione del materiale espulso. In base alle simulazioni attuali, la sonda non dovrebbe trovarsi nella posizione favorevole per osservare direttamente il lampo dell’impatto.

Anche l’orbiter sudcoreano Danuri, inizialmente conosciuto come Korea Pathfinder Lunar Orbiter, si troverà nelle vicinanze nelle ore dell’evento. Le simulazioni mostrano un passaggio relativamente ravvicinato dello stadio poco prima della collisione, ma non esistono conferme di osservazioni dedicate che possano documentare direttamente il fenomeno.

Un banco di prova per il futuro delle missioni lunari

L’impatto non costituisce un pericolo né per la Terra né per le sonde operative attorno alla Luna, ma offrirà agli scienziati un’opportunità preziosa per verificare la validità dei modelli utilizzati nello studio delle collisioni ad alta velocità. I dati raccolti permetteranno di confrontare le simulazioni teoriche con gli effetti realmente osservati sulla superficie lunare.

L’episodio riporta inoltre l’attenzione sul crescente problema del monitoraggio dei detriti nello spazio cislunare. Gli oggetti che viaggiano a distanze vicine a quella della Luna risultano molto più difficili da seguire rispetto ai detriti presenti nell’orbita terrestre bassa. Telescopi ottici, osservatori astronomici e ricercatori indipendenti svolgono quindi un ruolo fondamentale per ricostruire le traiettorie di questi corpi. Con l’aumento delle missioni pubbliche e private dirette verso la Luna, la comunità internazionale potrebbe discutere in futuro procedure più rigorose per lo smaltimento degli stadi superiori dei razzi. Il caso del Falcon 9 rappresenta quindi non soltanto un evento spettacolare dal punto di vista scientifico, ma anche un’importante occasione per migliorare il monitoraggio dello spazio compreso tra la Terra e la Luna e pianificare con maggiore precisione le future esplorazioni lunari.

A cura di Nora Taylor
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