L’aeroporto più trafficato del pianeta si prepara a dire addio dopo oltre 65 anni di attività. Il Dubai International Airport (DXB), da tempo punto di riferimento globale per i voli internazionali, verrà progressivamente dismesso con il trasferimento completo delle operazioni verso il nuovo Al Maktoum International Airport (DWC). La decisione è stata confermata dai vertici di Dubai Airports, che hanno annunciato l’intenzione di concentrare tutti i servizi nel nuovo hub in fase di ampliamento.
I motivi della scelta
Negli ultimi anni il DXB ha registrato numeri da record, con oltre 92 milioni di passeggeri transitati nel 2024, mantenendo il primato mondiale per traffico internazionale. Tuttavia, il limite principale resta la mancanza di spazio: lo scalo è ormai circondato dalla città, tra zone residenziali e grandi arterie stradali, rendendo impossibile qualsiasi ulteriore espansione. Per questo Dubai ha scelto di puntare tutto sul nuovo aeroporto situato a Jebel Ali. Come spiegato da Paul Griffiths, CEO di Dubai Airports, *«non avrebbe più senso»* mantenere operativi due grandi hub così vicini dal punto di vista economico e logistico.
Il futuro del traffico aereo a Dubai
Il progetto del Al Maktoum International Airport è di dimensioni imponenti: l’investimento supera i 35 miliardi di dollari e punta a realizzare uno degli scali più grandi mai costruiti. A regime, potrà accogliere fino a 260 milioni di passeggeri all’anno, quasi il triplo della capacità attuale del DXB, con cinque piste parallele e fino a 400 gate. L’entrata in funzione è prevista intorno al 2032, mentre la chiusura definitiva del Dubai International Airport dovrebbe avvenire entro il 2035. Nel frattempo non ci saranno cambiamenti immediati per i viaggiatori: i voli continueranno a operare regolarmente dal DXB ancora per diversi anni. In prospettiva, però, tutte le compagnie saranno trasferite nel nuovo hub, destinato a diventare il fulcro del traffico aereo dell’emirato e a sostenere la crescita del turismo globale e dei collegamenti tra Europa, Asia e Oceania.
A cura della redazione
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