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L’infanzia digitale tra dati e nuove abitudini

Riflessioni profonde sulla necessità di un'educazione digitale che parta dai primi mesi di vita dei bambini

by Davide Cannata
università cusano ph press

La nuova analisi pubblicata da Unicusano nel 2026 mette in evidenza come l’infanzia sia ormai immersa in un ecosistema tecnologico che ridefinisce i tempi e le relazioni sociali sin dai primi mesi di vita. In Italia, i numeri descrivono una realtà sorprendente: il 13,9% dei bambini tra i 2 e i 3 mesi entra in contatto con gli schermi, dato che cresce al 39,2% nella fascia 2-15 mesi e raggiunge il 61,9% tra i 13 e i 15 mesi. Questa presenza diventa strutturale con la crescita, interessando il 32,6% dei soggetti tra i 6 e i 10 anni che usano lo smartphone ogni giorno, mentre il 94% dei ragazzi tra gli 8 e i 16 anni ne possiede uno e il 62,3% degli 11-13enni dispone già di un profilo sui social network.

Qualità dei contenuti e abitudini familiari

La trasformazione digitale ha reso il tempo dei più giovani estremamente occupato, riducendo gli spazi dedicati all’autonomia e alla riflessione. Tra il periodo 2018-2019 e il 2025, il 28% dei minori ha ottenuto uno smartphone prima del decimo anno di età. Circa 1 minore su 5 avverte un senso di eccesso, percezione che tocca il 28% tra i 14-15enni. In genere, la navigazione quotidiana oscilla tra 1 e 3 ore, ma un quinto degli utenti supera le 4 ore, con una netta prevalenza di social e streaming. Un elemento critico emerge da una ricerca su 42 studi e 18.905 bambini: la televisione di sottofondo e l’abuso tecnologico danneggiano le competenze linguistiche, mentre la visione condivisa con un adulto e i programmi educativi favoriscono esiti migliori. Circa il 20% delle famiglie utilizza i dispositivi durante i pasti o prima di dormire, integrando gli schermi nelle routine più profonde.

Impatti sullo sviluppo e prospettive educative

Le ripercussioni di un’esposizione scorretta si manifestano precocemente, incidendo sulla qualità del sonno, sulla soglia di attenzione e sul rendimento scolastico. Per i bambini in età prescolare, superare l’ora giornaliera di utilizzo si associa a difficoltà cognitive e socio-emotive. Negli adolescenti, l’uso intensivo dei social per oltre 3 ore raddoppia la probabilità di insorgenza di problemi mentali. Una meta-analisi del 2026 condotta su 153 studi longitudinali correla l’abuso digitale a depressione, autolesionismo e peggioramento dei risultati. In questo contesto il nodo centrale non è solo quanto tempo si trascorre davanti a uno schermo, ma ciò che esso finisce per sostituire. Diventa quindi essenziale una formazione universitaria specifica che prepari professionisti capaci di intervenire nei contesti sociali e familiari per costruire un nuovo equilibrio culturale e psicologico.

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