Una risoluzione finanziaria senza precedenti scuote il settore tecnologico: Meta ha pattuito un esborso pari a 16,7 miliardi di dollari con 47 Stati americani e il Distretto di Columbia per archiviare il contenzioso incentrato sull’impatto di Facebook e Instagram sui minori. Il procedimento giudiziario federale, le cui sessioni dibattimentali si erano aperte il 18 agosto 2026 a Oakland, in California, vedeva il colosso digitale accusato di aver implementato funzionalità idonee a generare dipendenza tra i giovanissimi, trascurando le ripercussioni sulla riservatezza e sul benessere psichico. Pur formalizzando l’intesa per sventare rischi patrimoniali e d’immagine superiori a fronte di stime risarcitorie ventilate fino a oltre 1.400 miliardi di dollari, la società ha precisato di non ammettere alcuna responsabilità.
L’architettura finanziaria dell’intesa e le clausole per i concorrenti
Il piano economico stabilisce che il 70% della somma, quantificabile in circa 12,7 miliardi di dollari, verrà liquidato tramite versamenti annuali distribuiti su un decennio, mentre il residuo 30%, corrispondente a circa 5,3 miliardi, diverrà esigibile solo qualora intervengano vincoli precisi per altre piattaforme. Nello specifico, l’erogazione definitiva richiede che anche TikTok e YouTube applichino restrizioni equivalenti, tra cui la soglia di fruizione giornaliera fissata a un’ora, lo spegnimento notturno, i controlli anagrafici e una compartecipazione ai fondi. Nel quadro complessivo, la California potrebbe percepire tra 1,5 e 2,1 miliardi di dollari da destinare alla prevenzione e al trattamento delle problematiche psicologiche giovanili, mentre l’inclusione di un’ulteriore intesa da 1 miliardo di dollari siglata con il Texas eleva l’ammontare globale a circa 18 miliardi di dollari.
Le nuove tutele operative per gli utenti minorenni
Sul piano applicativo, le piattaforme introdurranno una soglia d’utilizzo congiunta per Instagram e Facebook pari a due ore al giorno per i minori di 18 anni, estendibile unicamente previo consenso dei genitori. Viene programmato il blocco delle funzioni di feed, Reels e Stories nella fascia oraria notturna compresa tra le 24 e le 6, unitamente alla disattivazione delle notifiche durante le ore di lezione scolastica, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 15. I provvedimenti comprendono inoltre l’interdizione dell’accesso agli individui con età inferiore ai 13 anni, sistemi più rigorosi per la verifica dell’età, strumenti genitoriali potenziati, l’opzione per una bacheca priva di algoritmi di selezione e il ridimensionamento di elementi critici quali i contatori dei “Mi piace” e i filtri legati alla chirurgia estetica. La società ha motivato la necessità di una convergenza dell’intero comparto evidenziando: “Se i ragazzi sono limitati su un’app, si spostano semplicemente su un’altra”.
Reazioni dei mercati, posizioni contrarie e precedenti giudiziari
A Wall Street le contrattazioni hanno registrato un incremento del titolo Meta superiore al 2% stando ai riscontri diffusi da Reuters, segnale di un clima finanziario rassicurato dalla quantificazione certa dei costi legali. Tuttavia, non tutti i territori hanno sottoscritto la transazione: la Florida si è dissociata per voce del procuratore generale James Uthmeier, il quale ha qualificato i risarcimenti stabiliti come “peanuts”, ossia “noccioline”, giudicandoli inadeguati rispetto alle criticità rilevate. Sullo sfondo restano altri verdetti rilevanti, tra cui il contenzioso del New Mexico, che ha visto l’assegnazione di circa 942 milioni di dollari tra sanzioni e progetti risarcitori con ricorso promosso dall’azienda, e il pronunciamento di una giuria di Los Angeles che ha imputato responsabilità congiunte a Meta e Google, riconoscendo un risarcimento di 6 milioni di dollari a un singolo cittadino.
A cura della redazione
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