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Per far valere i suoi diritti ha dovuto superare ogni limite

Dal rifiuto allo sportello all’apertura di un’inchiesta ufficiale, questo caso mostra quanto sia fragile l’accesso ai diritti essenziali nelle aree remote

by Davide Cannata
ph web cadavere in banca

Nel villaggio di Malliposi, nello Stato dell’Odisha nell’India orientale, un episodio scioccante ha attirato l’attenzione pubblica sulle falle della burocrazia rurale. Il 27 aprile, Jitu Munda si è presentato alla filiale locale della Odisha Grameen Bank trascinando i resti riesumati della sorella Kalara Munda per dimostrarne la morte. L’uomo tentava di accedere ai risparmi presenti sul conto della familiare, ma da giorni si scontrava con l’impossibilità di procedere senza un certificato ufficiale di decesso, documento indispensabile per autorizzare qualsiasi operazione bancaria.

Secondo quanto riportato dai media locali e dall’agenzia Pti, la morte della donna era ben nota nella comunità, ma l’assenza di una certificazione formale bloccava ogni iter legale. Dopo ripetuti rifiuti allo sportello, l’uomo avrebbe deciso di riesumare il corpo nel tentativo di fornire una prova concreta che potesse sostituire la documentazione mancante, in un gesto estremo dettato dalla necessità.

La versione della banca e l’intervento delle autorità

L’istituto di credito ha diffuso una nota ufficiale per chiarire la propria posizione e respingere le accuse. “Nessun funzionario ha mai preteso la presenza fisica della defunta per autorizzare operazioni bancarie”, hanno dichiarato i vertici della Odisha Grameen Bank. Nella loro ricostruzione, Jitu Munda si sarebbe presentato in stato di ebbrezza, assumendo un atteggiamento molesto nei confronti del personale e depositando i resti davanti all’ingresso della filiale, costringendo i presenti ad allertare le forze dell’ordine.

La polizia è intervenuta prontamente e ha disposto una nuova sepoltura del corpo alla presenza delle autorità competenti, mentre il caso ha suscitato forte indignazione e dibattito pubblico.

Un caso che evidenzia le falle del sistema

Alla base della vicenda resta il problema strutturale legato alla gestione dei diritti delle popolazioni indigene e alla carenza cronica di documentazione nelle aree più isolate. Kalara Munda risultava classificata come “cliente tribale indigente”, una condizione che in teoria garantisce tutele, ma che spesso nella pratica non trova riscontro. In India la registrazione dei decessi è obbligatoria, tuttavia nelle zone rurali molte persone non vengono mai registrate ufficialmente, rimanendo invisibili per il sistema.

Questa mancanza esclude numerose famiglie vulnerabili dall’accesso a sussidi, eredità e risparmi accumulati negli anni. Il Governatore dell’Odisha ha ordinato un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità amministrative o rigidità eccessive nell’applicazione dei protocolli. La banca ha dichiarato che il rimborso sarà erogato con priorità non appena verrà prodotta la documentazione necessaria. Il caso resta un esempio emblematico di come la burocrazia possa diventare disumana quando perde il contatto con la realtà sociale.

A cura di Viola Bianchi

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