Oggi che la gran parte di chi guida conosce perfettamente l’ubicazione di postazioni fisse ed autovelox, le forze dell’ordine si trovano costrette a ideare nuove modalità per monitorare la circolazione stradale. L’esempio più emblematico di questo approccio arriva dallo stato del New Jersey, negli Stati Uniti, dove il Dipartimento di Polizia della cittadina di Dunellen ha adottato una tattica di mimetismo tipica dei tiratori scelti per contrastare l’abitudine pericolosa dell’uso dello smartphone al volante.
L’intervento ha avuto luogo lungo North Washington Avenue, una delle strade a maggiore densità di traffico dell’area. Un agente ricoperto interamente da vegetazione artificiale si è camuffato da arbusto urbano, posizionandosi sul marciapiede a ridosso di un albero. Da quella postazione, il poliziotto nascosto è riuscito a cogliere di sorpresa moltissimi automobilisti disattenti, trasformando il proprio turno di vigilanza in una raffica di verbali.
Strategia di mimetismo ed equipaggiamento dell’operativo
Per condurre il servizio, l’operatore indossava una ghillie suit, ovvero la particolare veste mimetica ricca di sfilacci e foglie sintetiche solitamente impiegata nei contesti militari dai cecchini per fondersi con l’ambiente circostante. Reso quasi invisibile agli occhi dei conducenti che viaggiavano a velocità sostenuta, l’agente disponeva soltanto di un binocolo ad altissima definizione.
Dalla sua postazione strategica a margine della carreggiata, il poliziotto mimetizzato osservava l’interno dei veicoli in transito, individuando con accuratezza chi stesse guidando impugnando il cellulare o tenendo lo sguardo abbassato. Ogni volta che riscontrava un’infrazione, segnalava tramite ricetrasmittente il modello e la targa dell’auto ai colleghi posizionati poco più avanti a bordo di classiche pattuglie, i quali fermavano il conducente e contestavano la violazione. A rendere ancora più singolare l’operazione c’era la presenza di un altro poliziotto in borghese che indossava una maglietta con la scritta ironica “Not a Cop” (Non sono un poliziotto), anch’esso munito di radio per coordinare i fermi stradali.
I dati dell’incursione e le sanzioni stabilite nel New Jersey
L’esito dei controlli straordinari, durati complessivamente sei ore, ha evidenziato quanto sia diffusa la disattenzione alla guida. L’agente mimetizzato ha infatti rilevato e fatto sanzionare ben 74 automobilisti, registrando una media di circa 12 contravvenzioni all’ora, ossia un verbale ogni cinque minuti. La quasi totalità delle multe ha riguardato l’impiego non consentito dello smartphone mentre ci si trova al volante.
La legislazione dello Stato del New Jersey stabilisce sanzioni molto rigide per chi infrange il divieto di utilizzare dispositivi elettronici durante la guida. Per la prima violazione la sanzione pecuniaria è di 200 dollari. In caso di seconda infrazione la cifra raddoppia a 400 dollari, mentre alla terza recidiva la multa sale a 600 dollari, insieme alla decurtazione di 3 punti dalla patente e alla sospensione della stessa fino a un massimo di tre mesi.
Eco sui social media e bilancio sull’efficacia dei controlli
Al termine del servizio, lo stesso Dipartimento di Polizia di Dunellen ha diffuso sui propri canali social le immagini dell’agente mimetizzato e delle fasi dell’operazione, accompagnandole con un messaggio dal tono scherzoso ma dal significato profondo. Nella pubblicazione, i funzionari hanno domandato ai cittadini se avessero notato la presenza del loro cespuglio lungo la strada, rimarcando come chiunque avesse gli occhi puntati sul telefono non se ne fosse minimamente accorto, dimostrando concretamente quanto lo smartphone comprometta la vista e la prontezza di riflessi.
Il comando di polizia ha concluso il messaggio ricordando che nessun messaggio o notifica è così urgente da giustificare il pericolo di un sinistro stradale, sollecitando tutti i conducenti a mantenere sempre la massima attenzione alla guida. L’iniziativa ha scatenato un vivace dibattito in rete, dividendo gli utenti tra chi ha apprezzato l’originalità e la validità dell’invenzione e chi ha espresso riserve sulle metodologie di controllo mimetiche, pur dovendo prendere atto dell’elevato numero di infrazioni accertate in così poco tempo.
A cura della redazione
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