Per tre giorni Ponza ha riportato al centro della scena il fascino della radio d’altri tempi con Ponza Vintage Radio, una manifestazione che dal 4 al 6 agosto ha trasformato il porto dell’isola in un grande palcoscenico dedicato alla musica, alle voci e alla memoria della radiofonia italiana. L’idea nasce dalla giornalista professionista radiofonica Rossella Iannone e ha trovato la collaborazione della Regione Lazio e dell’Amministrazione comunale di Ponza.
La scelta della location ha aggiunto ulteriore fascino all’iniziativa. Durante il giorno, Ponza offre ai visitatori il volto di un autentico paradiso mediterraneo, con calette suggestive, acque cristalline e scorci naturali che da sempre attirano turisti italiani e stranieri. Quando arriva la sera, invece, l’isola cambia atmosfera e il porto diventa un punto di incontro vivace, tra ristoranti, bar, locali e musica dal vivo. Proprio questa dimensione conviviale ha creato la cornice ideale per una manifestazione capace di fondere intrattenimento, cultura radiofonica e spettacolo.
Il porto di Ponza diventa un grande studio radiofonico

ponza vintage radio ph press
Nel piazzale affacciato sul porto, un palco con una vista particolarmente suggestiva ha ospitato una rassegna costruita come un vero programma radiofonico dal vivo. Il pubblico non ha quindi assistito soltanto a una serie di spettacoli musicali, ma ha potuto entrare direttamente nelle dinamiche di una trasmissione radiofonica, tra conversazioni, interventi, domande, musica e momenti di coinvolgimento.
A condurre le tre serate ha pensato il co-direttore artistico Paolo Borghesi, protagonista sul palco nel ruolo di presentatore-speaker e DJ resident. La sua conduzione ha accompagnato un programma ricco di ospiti e appuntamenti, con una voce importante della radiofonia nazionale protagonista in ciascuna delle tre serate.
Nel primo appuntamento è arrivato Luca Dondoni, storica voce di Radio 101 e RTL e firma del quotidiano La Stampa. La sua presenza ha permesso al pubblico di ascoltare racconti e riflessioni legati al mondo della radio e dello spettacolo, mantenendo vivo quel rapporto diretto tra speaker e ascoltatori che rappresenta uno degli elementi più caratteristici della radio.
La seconda serata ha invece avuto come protagonista Maurizio Di Maggio di Radio Monte Carlo. Oltre al momento dedicato al talk, il noto professionista ha portato sul palco un coinvolgente DJ set in vinile, facendo ballare il pubblico e riportando in primo piano il fascino dei dischi e delle apparecchiature che hanno accompagnato diverse generazioni di appassionati di musica.
La serata conclusiva ha accolto Corrado Trisoglio di RDS, che ha completato la presenza delle grandi voci radiofoniche coinvolte nella manifestazione. La sua partecipazione ha chiuso il percorso costruito da Ponza Vintage Radio, unendo ancora una volta il racconto della radio all’intrattenimento dal vivo.
La musica accompagna i racconti della radio
Accanto ai talk con i protagonisti della radiofonia, la manifestazione ha dato ampio spazio alla musica. Sul palco si è esibita la cantante Chiara Bertoletti Stella, voce particolarmente rappresentativa delle sonorità Soul, Jazz e R&B. Le sue performance hanno accompagnato i momenti dedicati alle conversazioni e hanno arricchito il programma con una componente musicale capace di dialogare perfettamente con l’atmosfera elegante e nostalgica dell’evento.
Musica, radio e spettacolo hanno così trovato un punto d’incontro naturale sul porto di Ponza, creando un format dinamico e pensato per coinvolgere direttamente le persone presenti. L’organizzazione non ha infatti lasciato il pubblico nel semplice ruolo di spettatore, ma ha costruito diversi momenti di interazione durante le serate.
Quiz, premi e pubblico protagonista

ponza vintage radio ph press
Paolo Borghesi ha più volte lasciato il palco per avvicinarsi alla folla e proporre quiz dedicati al mondo della radio. Le domande hanno coinvolto il pubblico in una sorta di gioco collettivo, richiamando lo spirito leggero e immediato dei programmi radiofonici di un tempo. I vincitori hanno ricevuto un drink offerto dai DJ presenti sul palco, aggiungendo un ulteriore elemento di convivialità alle serate.
Il format ha recuperato anche un altro elemento tipico della radio d’epoca: gli interventi “da casa”. Le telefonate live hanno infatti ricreato quella particolare modalità di interazione attraverso cui gli ascoltatori entravano direttamente nelle trasmissioni, dialogando con gli speaker e ponendo domande agli ospiti.
A gestire questi momenti hanno contribuito alcune giornaliste presenti in platea. Tra loro c’era Rossella Iannone, co-direttrice artistica della manifestazione, insieme a Rossella Russo di Studio Aperto e alle gemelle Laura Squizzato e Silvia Squizzato, inviate del TG2. Con domande, curiosità e interventi rivolti ai protagonisti sul palco, le giornaliste hanno mantenuto vivo il dialogo tra il pubblico e gli ospiti.
Un viaggio nella memoria della radio
Il cuore della manifestazione ha quindi ruotato intorno alla volontà di recuperare lo spirito della radio di una volta senza rinunciare a un linguaggio capace di parlare al pubblico contemporaneo. Le tre serate hanno unito nostalgia e intrattenimento, memoria e musica, racconti e partecipazione, restituendo centralità a un mezzo che continua a costruire un rapporto particolare con chi lo ascolta.
La radio, infatti, vive soprattutto attraverso le voci e attraverso l’immaginazione di chi ascolta. Per questo Ponza Vintage Radio ha scelto di ricreare proprio quella dimensione fatta di parole, musica, telefonate, domande e rapporto diretto con il pubblico. Il risultato ha dato vita a un’esperienza che ha coinvolto persone presenti in piazza e appassionati della radio, riportando per tre sere sul porto di Ponza alcune delle atmosfere più riconoscibili della radiofonia tradizionale.
Il percorso si è concluso dopo tre appuntamenti tra musica, intrattenimento e nostalgia. Il porto di Ponza ha così assunto le sembianze di uno studio radiofonico a cielo aperto, con il Mediterraneo sullo sfondo e le voci della radio protagoniste della scena. Un modo originale per celebrare la magia di un mezzo che, nonostante il passare degli anni e l’arrivo di nuove tecnologie, continua a vivere attraverso il rapporto diretto tra chi parla al microfono e chi ascolta.
A cura di Nora Taylor
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