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Quasi nove famiglie su dieci si indebitano per pagare bollette e affitti

Lo studio evidenzia una situazione economica sempre più difficile per le famiglie italiane: nella quasi totalità dei casi analizzati il ricorso a prestiti e finanziamenti serve a pagare bollette, affitti e spese essenziali, mentre gli acquisti non indispensabili rappresentano una parte marginale del fenomeno del sovraindebitamento

by Redazione Milano
bollette e affitti ph ai

Per molte famiglie italiane il problema non riguarda più il desiderio di acquistare beni di lusso o concedersi vacanze costose, ma la necessità di riuscire a pagare le spese indispensabili per vivere. Lo dimostra l’analisi realizzata dal Centro Studi di Legge3.it, che ha esaminato un ampio campione di pratiche riferite al target “Consumer”. Il risultato restituisce un quadro molto diverso rispetto all’idea diffusa secondo cui il sovraindebitamento deriverebbe soprattutto da consumi eccessivi o da uno stile di vita sopra le proprie possibilità.

L’88,7% dei fascicoli analizzati riguarda infatti persone che hanno utilizzato piccoli prestiti, cessioni del quinto, carte revolving e finanziamenti immediati per riuscire a pagare bollette e canoni di locazione arretrati. Lo studio evidenzia quindi come il credito venga impiegato soprattutto per coprire le spese essenziali, mentre il debito contratto per acquisti voluttuari rappresenta soltanto una parte limitata dei casi osservati.

Il debito medio supera i 243 mila euro

L’indagine mette in luce anche l’entità dell’indebitamento. Sul campione preso in esame, il debito medio raggiunge i 243.381,36 euro. Questa cifra comprende l’esposizione complessiva verso il fisco, gli istituti bancari e le società finanziarie. All’interno di questo importo il credito al consumo rappresenta circa il 20% del totale e comprende prestiti personali, cessione del quinto dello stipendio, carte revolving e formule di pagamento rateizzato come il Buy Now Pay Later.

Il dato conferma che il credito al consumo costituisce soltanto una parte del debito complessivo, ma spesso rappresenta lo strumento utilizzato nell’immediato per affrontare emergenze economiche e garantire il pagamento delle spese quotidiane. Molte famiglie ricorrono infatti a nuovi finanziamenti nel tentativo di mantenere gli impegni più urgenti, finendo però con l’accumulare ulteriori esposizioni debitorie.

Il peso delle spese essenziali

Il risultato più significativo riguarda proprio le cause del sovraindebitamento. Quasi nove famiglie italiane su dieci arrivano a una situazione di grave difficoltà economica dopo avere già smesso di pagare almeno una bolletta domestica oppure il canone di affitto. La scelta nasce dalla necessità di dare priorità ai bisogni fondamentali quando le risorse economiche non bastano più a coprire tutte le uscite.

Secondo l’analisi, la narrazione che collega il credito al consumo principalmente agli acquisti non indispensabili non trova conferma nei dati raccolti. Le famiglie coinvolte utilizzano prestiti personali, carte revolving e finanziamenti veloci soprattutto per sostenere il costo dell’energia elettrica, del gas, dell’acqua, dell’affitto e delle altre spese indispensabili alla vita quotidiana.

“Il debito voluttuario esiste, ma rappresenta una quota marginale rispetto ai casi nei quali il credito serve a sostenere le spese essenziali.”

Prestiti personali e carte revolving restano i principali strumenti

Tra tutte le forme di credito al consumo, i prestiti personali continuano a rappresentare la componente predominante. Le carte revolving risultano presenti nell’11,7% dei fascicoli complessivi analizzati. Il valore medio di 187,19 euro riportato nello studio deriva dal calcolo effettuato sull’intero campione, compresi i casi nei quali questo strumento non compare.

Considerando invece esclusivamente i fascicoli nei quali la carta revolving risulta presente, il debito medio sale a circa 2.480 euro. Si tratta di un importo che evidenzia come rate apparentemente contenute possano sommarsi nel tempo e aggravare una situazione economica già fragile, soprattutto quando convivono con altri prestiti e ulteriori finanziamenti.

Una tendenza comune in tutta Italia

Lo studio rileva differenze tra le varie regioni per quanto riguarda l’incidenza di alcuni fattori, come la diffusione della cessione del quinto, delle carte revolving e degli arretrati relativi alle utenze domestiche. Nonostante queste variazioni territoriali, il quadro generale appare omogeneo.

In tutta Italia il ricorso al credito nasce prevalentemente dalla necessità di pagare bollette e affitti, mentre lo shopping e gli acquisti di beni non essenziali incidono in misura molto più limitata. Il campione preso in esame riguarda esclusivamente debitori privati e non comprende attività imprenditoriali. L’analisi offre quindi una fotografia delle difficoltà economiche che interessano numerose famiglie italiane, sempre più spesso costrette a utilizzare strumenti finanziari per affrontare le spese indispensabili della vita quotidiana.

A cura di Nora Taylor
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