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Rapina Deutsche Bank, i dettagli dell’estradizione

Si conclude la latitanza all'estero per i soggetti accusati di aver ferito due agenti durante un inseguimento

by Davide Cannata
polizia ph pinterest

Gli inquirenti hanno riportato in Italia, con un volo speciale del Governo, quattro dei presunti responsabili della rapina del marzo 2025 alla Deutsche Bank di Caserta, durante la quale due poliziotti rimasero feriti dopo un inseguimento ad alta pericolosità.

Estradati quattro indagati dalla Bosnia-Erzegovina

Sono rientrati nel nostro Paese i quattro uomini accusati di aver preso parte alla rapina commessa nel marzo 2025 ai danni della Deutsche Bank a Caserta, già arrestati in Bosnia-Erzegovina in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Santa Maria Capua Vetere.
I sospettati sono atterrati all’aeroporto militare di Pratica di Mare a bordo di un volo speciale del Governo italiano, scortati da personale del Servizio per la cooperazione internazionale di Polizia.

La notte della rapina in via Giuseppe Maria Bosco

L’episodio contestato risale alla notte del 22 marzo 2025, quando un commando di sei persone prese di mira la filiale della Deutsche Bank in via Giuseppe Maria Bosco a Caserta.
I rapinatori, a volto coperto e a bordo di un’auto con targhe rubate, avrebbero asportato la cassa continua dell’istituto di credito per poi darsi alla fuga lungo le strade della città.

Durante la fuga, il veicolo dei rapinatori fu intercettato da una pattuglia della Polizia di Stato, che si posizionò di traverso sulla carreggiata per bloccare l’auto in corsa.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, i criminali, a bordo di un’Audi S3 nera, per farsi largo si erano volontariamente schiantati contro l’automobile di servizio, causando il ferimento di due poliziotti durante l’inseguimento.

Dalla fuga nei campi rom alla cattura all’estero

Gli indagati vivevano in campi rom della provincia di Napoli e, subito dopo il colpo, sarebbero riusciti a far perdere le proprie tracce, organizzando la fuga oltre confine.
La sera successiva alla rapina, infatti, il gruppo avrebbe fatto ingresso in Bosnia-Erzegovina, dove tutti e sei furono individuati e arrestati grazie alla cooperazione internazionale di polizia, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere; il quinto componente del gruppo era stato bloccato il 15 luglio, al confine in ingresso in Italia, chiudendo così la rete investigativa attorno alla banda.

A cura di Marco Bellio

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