La Romania affronta una delle emergenze informatiche più gravi della sua storia recente dopo un attacco che ha colpito il sistema catastale nazionale. Un hacker ha cancellato migliaia di documenti amministrativi, tutte le credenziali dei dipendenti e gli archivi del catasto, provocando il blocco di uno dei comparti più importanti dell’economia del Paese. L’azione avrebbe seguito il rifiuto delle autorità di versare il riscatto richiesto per recuperare i dati. Nel giro di pochi istanti il criminale informatico ha reso inutilizzabili informazioni essenziali per la gestione delle proprietà immobiliari, causando una situazione che coinvolge cittadini, professionisti e istituzioni.
Le conseguenze hanno raggiunto immediatamente tutto il settore immobiliare. Le compravendite si sono fermate, gli istituti di credito hanno sospeso numerose pratiche di mutuo e migliaia di notai non hanno più potuto consultare gli atti necessari per completare le operazioni. L’interruzione del sistema catastale ha bloccato un comparto che ogni anno registra circa 170.000 compravendite immobiliari, creando un effetto domino destinato a produrre ripercussioni economiche anche nelle settimane successive.
Il ricatto fallisce e l’hacker cancella gli archivi
Secondo quanto emerso, il cybercriminale avrebbe deciso di eliminare i dati quando ha compreso che il governo di Bucarest non avrebbe ceduto al ricatto economico. In pochi click ha distrutto una parte rilevante del patrimonio digitale del catasto, impedendo l’accesso agli archivi e ai documenti indispensabili per certificare la proprietà degli immobili.
Dopo l’attacco, il presunto responsabile ha rivendicato l’azione su alcuni forum del dark web, sostenendo di possedere ancora una copia completa delle informazioni sottratte. Tra i materiali citati figurerebbero anche copie dei server contenenti il codice sorgente di sistemi come Eterra e RENNS, oltre a una versione del ransomware utilizzato durante l’operazione.
Le dichiarazioni attribuite al presunto autore
In un’intervista concessa attraverso l’applicazione Signal, un uomo che sostiene di essere il responsabile dell’attacco ha dichiarato di conservare ancora tutti i dati sottratti e di non avere intenzione di venderli “al primo che capita”. Lo stesso interlocutore ha accompagnato questa affermazione con una richiesta di scuse, ma le autorità non hanno confermato che l’identità dell’intervistato corrisponda realmente a quella dell’autore del cyberattacco. Per questo motivo gli investigatori mantengono la massima cautela nell’analisi delle sue dichiarazioni.
Chi è ByteToBreach
L’hacker utilizza sul web l’alias ByteToBreach, nome già conosciuto nell’ambiente della criminalità informatica internazionale. Gli esperti lo collegano a precedenti intrusioni nei sistemi digitali di diversi Paesi europei. In passato avrebbe compromesso anche il portale di e-government della Svezia e avrebbe colpito infrastrutture digitali in Slovacchia, Ucraina, Polonia e Lituania.
L’azienda specializzata in cybersicurezza KELA descrive ByteToBreach come un cybercriminale dotato di elevate competenze tecniche, capace di sottrarre e commercializzare dati sensibili appartenenti a compagnie aeree, istituti bancari e governi. Secondo la stessa società, dietro questo pseudonimo si nasconderebbe un hacker operativo da Orano, in Algeria, anche se questa informazione non ha ancora ricevuto conferme ufficiali.
Le vulnerabilità del sistema informatico
L’attacco ha riportato al centro dell’attenzione le condizioni della sicurezza informatica del catasto rumeno. Diverse analisi hanno evidenziato investimenti molto limitati nella protezione dei sistemi digitali. Il quotidiano economico rumeno Ziarul Financiar ha definito l’episodio il risultato di una strategia che ha relegato la cybersicurezza a un ruolo marginale.
Le verifiche tecniche indicano inoltre la presenza di sistemi operativi ormai obsoleti, tra cui Windows XP, insieme a configurazioni che avrebbero facilitato il lavoro degli aggressori. Anche Dan Cîmpean, direttore dell’agenzia rumena per la cybersicurezza, ha riconosciuto che il criminale ha sfruttato vulnerabilità già note e già segnalate ai responsabili del catasto. Lo stesso dirigente ritiene che ByteToBreach svolga il ruolo di initial access broker, cioè uno specialista che compromette sistemi scarsamente protetti per poi rivendere l’accesso ad altri gruppi criminali. Al momento, invece, gli investigatori non individuano elementi che colleghino l’attacco a un’organizzazione sostenuta da uno Stato.
Il blocco arriva nel momento più delicato
Il cyberattacco ha colpito il mercato immobiliare rumeno proprio durante le ultime settimane nelle quali gli acquirenti possono beneficiare dell’IVA ridotta al 9% sulle nuove costruzioni. Dal primo agosto l’aliquota salirà infatti al 21%, circostanza che aveva già provocato un forte aumento delle pratiche negli studi notarili.
Il blocco del catasto rischia quindi di impedire la conclusione di numerose compravendite entro la scadenza prevista, con conseguenze economiche rilevanti per famiglie, imprese e operatori del settore. Mentre i tecnici lavorano per ripristinare i sistemi compromessi, migliaia di cittadini attendono di conoscere quando potranno tornare ad acquistare o vendere un immobile senza gli ostacoli provocati da uno dei più pesanti attacchi informatici mai registrati nel Paese.
A cura di Nora Taylor
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