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Tensioni Uefa-Fifa sui diritti della Coppa del Mondo

Le nuove manovre finanziarie sul Mondiale Fifa scatenano forti tensioni tra le istituzioni sportive e i vertici europei

by Davide Cannata
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Mondiale in vendita: Gianni Infantino apre ai fondi della famiglia Trump e la notizia scuote il calcio internazionale. La Fifa punta a quotare il calcio globale raccogliendo capitali privati negli Stati Uniti, mentre l’Uefa ha convocato d’urgenza i vertici europei per tentare di bloccare l’operazione commerciale.

Secondo quanto anticipato dal Financial Times e poi confermato da Zurigo, il presidente della Fifa ha ufficializzato il progetto di creazione della “Fifa Forward Enterprise”, una holding commerciale valutata venti miliardi di dollari e destinata a gestire in esclusiva i diritti del Mondiale. L’obiettivo dichiarato è raccogliere 4,2 miliardi di dollari entro la fine dell’anno cedendo quote di minoranza ad acquirenti privati selezionati con grande attenzione dalla dirigenza svizzera.

Le reazioni in Europa

Tra i nomi coinvolti spicca la banca d’affari newyorkese JP Morgan, ma a far esplodere la polemica è soprattutto la presenza del fondo Thrive Eternal, guidato da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero dell’ex presidente statunitense Donald Trump. Questo intreccio economico e familiare ha provocato una reazione immediata dei vertici dell’Uefa, che hanno parlato di una grave mancanza di trasparenza istituzionale.

“Questo oltrepassa un limite che le istituzioni di governo del calcio non dovrebbero mai superare. L’anima e la governance del calcio non sono beni da mettere sul mercato, tanto più in assenza totale di trasparenza su chi ne trarrebbe vantaggi economici.” (Comunicato Ufficiale Uefa)

Per fronteggiare quello che viene considerato un possibile stravolgimento degli equilibri sportivi, i vertici del calcio europeo hanno convocato una riunione straordinaria di emergenza per la giornata odierna. L’iniziativa ha raccolto anche il sostegno della ministra francese dello Sport Marina Ferrari, che sui social ha ribadito la necessità per i Paesi membri di presentarsi uniti contro la privatizzazione della disciplina.

La strategia di Infantino

I rapporti tra la presidenza della Fifa e l’orbita politica della famiglia Trump si sono rafforzati dopo il successo economico dell’ultimo Mondiale giocato tra Stati Uniti, Canada e Messico. L’edizione record ha prodotto un incasso complessivo di circa dodici miliardi di dollari, convincendo Infantino della bontà di una maggiore commercializzazione del prodotto calcistico su scala continentale.

La linea dura dell’Uefa ha trovato sostegno anche a Bruxelles e nei governi nazionali. Il commissario europeo allo Sport Glen Micallef ha attaccato con fermezza il vertice di Zurigo, sostenendo che il successo commerciale debba rafforzare il calcio e non divorarne l’identità.

“Qui non siamo nel baseball. La Coppa del Mondo rimane il più grande torneo sportivo del pianeta, nonostante la Fifa sfrutti ogni opportunità commerciale. Ma tutto ha un limite. L’inarrestabile commercializzazione del calcio è diventata corrosiva, minacciando gli elementi che hanno reso il calcio lo sport più popolare al mondo. Giù le mani dal nostro sport.” (Glen Micallef, Commissario Europeo allo Sport)

Alle critiche comunitarie si è aggiunta la voce del primo ministro inglese Andy Burnham, da sempre sostenitore dell’Everton, che ha ricordato la natura popolare del gioco del calcio. Il premier britannico ha ribadito che questa disciplina appartiene a chi vive gli spalti ogni settimana, con la pioggia o con il sole, e non a logiche speculative.

“Permettetemi di dirlo in modo molto diretto. Il calcio non appartiene agli investitori. Appartiene alle persone che riempiono gli spalti e che stanno a bordo campo settimana dopo settimana, con la pioggia o con il sole.” (Andy Burnham, Premier Inglese)

Anche le federazioni nazionali di Germania, Francia e Spagna hanno respinto con decisione l’ingresso di capitali privati. Il presidente della Figc Giovanni Malagò ha raccontato di essere stato contattato dai vertici europei e ha confermato la forte contrapposizione tra Uefa e Fifa su questo progetto, definito molto particolare.

“Ieri il segretario generale della Uefa mi ha chiamato per avere la mia disponibilità per una conferenza con le federazioni più prestigiose in Europa, tra cui Germania, Francia, Inghilterra, un attestato di grande prestigio e la storia di chi mi ha preceduto. Nel frattempo avevo già ricevuto ieri notte una serie di documenti su questo progetto, chiamiamolo così, questo progetto da parte della Fifa che definisco ‘particolare’ e oggi Ceferin ha espresso una opinione a dir poco contraria.” (Giovanni Malagò, Presidente FIGC)

Per attenuare i malumori delle 211 federazioni nazionali affiliate, Infantino ha rilanciato il programma straordinario di incentivi “Fast-Forward”. Nella riunione riservata di Manhattan del 18 luglio, alla vigilia della finale mondiale tra Spagna e Argentina, ha promesso una iniezione di liquidità mai vista prima.

Nel comunicato di Zurigo, la trasformazione societaria viene presentata come l’unica strada per liberare un potenziale commerciale ancora inespresso a livello mondiale. Tuttavia, molti osservatori leggono dietro questa mossa una manovra di consenso elettorale per blindare la rielezione per acclamazione al quarto mandato fino al 2031.

Non sarebbe la prima volta che Gianni Infantino tenta l’operazione appoggiandosi a grandi realtà finanziarie e fondi speculativi esteri. Già nel 2018 aveva provato a far approvare un’offerta segreta da venticinque miliardi di dollari avanzata da SoftBank e sostenuta da capitali provenienti dall’Arabia Saudita.

In quella occasione fu la netta opposizione congiunta dell’Uefa e dei grandi club europei a far saltare l’accordo, salvando la struttura tradizionale della Champions League. Intanto i rapporti con Riad si sono rafforzati grazie alla sponsorizzazione del ricchissimo Mondiale per Club vinto dal Chelsea e all’assegnazione ufficiale dei Mondiali del 2034.

Resta infine aperto il giallo sul futuro personale dello stesso Infantino, perché secondo indiscrezioni del The Times sarebbe in arrivo un ruolo da commissario esecutivo superpagato. La Fifa ha smentito qualsiasi discussione formale, ma un punto sembra certo: il presidente avrà un ruolo guida assoluto nella nuova entità commerciale.

A cura della redazione

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