Un’Europa sempre più distante dai valori aziendali
Il mondo del lavoro europeo attraversa una fase critica e complessa: oggi circa l’88% dei lavoratori e delle lavoratrici non si riconosce più nei valori promossi dalle aziende. I dati diffusi da Gallup nel 2026 mostrano un quadro chiaro e preoccupante: solo una piccola parte delle persone partecipa attivamente alla vita aziendale, mentre la maggioranza vive una condizione di distacco evidente.
Questa disconnessione si manifesta in modi diversi: una parte delle persone percepisce un clima lavorativo negativo, mentre una quota ancora più ampia mostra disinteresse, poca motivazione e scarso coinvolgimento quotidiano. Questo scenario riduce in modo significativo la qualità del lavoro e il senso di appartenenza.
A livello globale la situazione segue la stessa direzione: il coinvolgimento scende progressivamente e raggiunge livelli tra i più bassi degli ultimi anni. Questa dinamica provoca una perdita economica enorme, stimata in 10 trilioni di dollari, con conseguenze dirette sulla produttività mondiale.
Il rischio concreto del carewashing nelle aziende
Molte imprese comunicano attenzione verso il benessere delle persone, ma nella realtà quotidiana non riescono a tradurre queste dichiarazioni in azioni concrete. Questo fenomeno prende il nome di carewashing e descrive un divario sempre più evidente tra ciò che le aziende dichiarano e ciò che i lavoratori sperimentano davvero.
Le organizzazioni devono affrontare questo problema con decisione e coerenza. Il benessere delle persone rappresenta oggi la leva più importante per restare competitivi, non un semplice adempimento formale o burocratico.
Bari diventa un laboratorio per il welfare innovativo
Per offrire risposte concrete a questa situazione, Zeta Service insieme a Satispay promuove un’iniziativa dedicata all’evoluzione del welfare aziendale. Il 23 aprile, nella città di Bari, presso l’Hotel The Nicolaus, prende forma la prima tappa di un Roadshow pensato per professionisti e aziende.
L’evento coinvolge CEO, responsabili delle risorse umane e manager interessati a sviluppare strategie più efficaci. L’obiettivo consiste nel trasformare il welfare in uno strumento concreto, capace di generare valore reale e migliorare l’esperienza lavorativa delle persone.
Normative e strumenti come opportunità strategiche
Durante l’incontro interviene Emanuela Molteni, che analizza le novità introdotte dalla Legge di Bilancio, con particolare attenzione ai Flexbenefit e al nuovo limite dei buoni pasto.
Secondo Emanuela Molteni, le imprese devono approfondire le normative e interpretarle in modo strategico per ottenere benefici concreti. “Va superata una visione meramente adempitiva. Gli strumenti vanno sfruttati come opportunità per garantire un reale benessere economico alle persone”.
Una corretta interpretazione delle regole permette alle aziende di rafforzare l’organizzazione, attrarre talenti e sostenere una crescita duratura nel tempo.
Inclusione, diritti e innovazione digitale
L’incontro ospita anche Cathy La Torre, che propone una riflessione dal titolo “Welfare come strumento di equità e inclusione: oltre il beneficio economico”.
Cathy La Torre invita le imprese a considerare il welfare come uno strumento fondamentale per promuovere diritti, inclusione e pari opportunità all’interno delle organizzazioni.
Accanto a lei interviene anche Michela Cosa, che evidenzia il ruolo dell’innovazione tecnologica nel migliorare l’esperienza delle persone:
“In soli due anni abbiamo dimostrato che fare welfare in modo diverso non solo è possibile, ma funziona”.
Secondo Michela Cosa, la vera sfida riguarda soprattutto il cambiamento culturale. Le aziende più evolute integrano il welfare nella propria strategia di crescita e lo rendono semplice, accessibile e coerente con le abitudini quotidiane dei lavoratori.
A cura di Nora Taylor
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