Home Daynews24Ozzy Osbourne è morto: si spegne il padre del metal

Ozzy Osbourne è morto: si spegne il padre del metal

Il mondo della musica piange una delle sue voci più iconiche

by Nora Taylor
ozzy osbourne 1

Ozzy Osbourne, voce storica dei Black Sabbath e figura chiave nella nascita dell’heavy metal, è morto all’età di 76 anni, il 22 luglio 2025. La sua famiglia ha confermato il decesso nella residenza di Birmingham, dove il cantante si trovava da settimane, già gravemente provato da malattie neurodegenerative e problemi fisici cronici. La sua scomparsa ha generato una reazione planetaria, con fan, artisti e colleghi che hanno riempito il web di omaggi, messaggi e ricordi.

Ozzy ha lasciato questo mondo solo pochi giorni dopo aver salutato i suoi fan per l’ultima volta. Il 5 luglio, durante il concerto-evento Back to the Beginning, ha cantato davanti a decine di migliaia di spettatori, nella sua città natale, seduto su un trono simbolico ma potente. Ha chiuso così un’epopea artistica che ha attraversato sei decenni, definito un intero genere musicale e influenzato migliaia di artisti.

Dalla nascita dei Black Sabbath all’eternità

Nel 1968, Ozzy ha fondato i Black Sabbath insieme a Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward. Il gruppo ha stravolto i canoni del rock tradizionale, introducendo sonorità lente, pesanti, oscure. Con album come Paranoid, Master of Reality e Black Sabbath, la band ha inventato un linguaggio nuovo: quello dell’heavy metal.

Ozzy ha guidato i Sabbath con una voce ruvida, disperata, carismatica. Ha saputo trasformare l’angoscia in poesia sonora, la ribellione in arte. Ha costruito un personaggio scenico inquietante e affascinante, portando sul palco un’energia che univa misticismo, provocazione e ironia. La sua voce, capace di raccontare tanto la furia quanto la fragilità, ha definito l’identità di un genere.

La carriera solista esplosiva e senza compromessi

Dopo l’allontanamento dai Black Sabbath nel 1979, Ozzy ha saputo reinventarsi completamente. Ha pubblicato l’album Blizzard of Ozz, che ha riscosso un successo travolgente. Da lì in poi, ha inciso una lunga serie di dischi iconici, tra cui Diary of a Madman, Bark at the Moon e No More Tears, diventati punti di riferimento per intere generazioni di rocker.

Con brani come Crazy Train, Mr. Crowley e Mama, I’m Coming Home, ha consolidato la propria leggenda, dimostrando una creatività instancabile e una presenza scenica inimitabile. Ha creato l’Ozzfest, il festival itinerante che ha portato in tour i più grandi nomi del metal, offrendo anche visibilità a molte band emergenti. Ha collaborato con artisti di ogni generazione, da Slash a Post Malone, e si è imposto come figura trasversale, capace di attraversare decenni restando fedele a se stesso.

Una vita tra musica, eccessi e rinascite

ozzy osbourne 2

ozzy osbourne PH IG

Ozzy ha vissuto una vita intensa, piena di eccessi e momenti drammatici. Ha combattuto contro l’alcolismo, la dipendenza da droghe e i disturbi mentali. Ha vissuto periodi di grande instabilità, ma è sempre tornato in piedi. Ha raccontato il suo dolore con sincerità, senza maschere, e ha fatto della sua vulnerabilità una forza pubblica.

Nel 2020, ha rivelato di soffrire del morbo di Parkinson. La diagnosi lo ha colpito duramente, ma non lo ha fermato. Ha continuato a registrare, a partecipare a eventi, a interagire con il pubblico. Ha affrontato diverse operazioni alla colonna vertebrale e difficoltà motorie sempre più gravi, ma ha mantenuto intatto il desiderio di chiudere il proprio percorso artistico in modo degno. Ci è riuscito con il concerto di luglio 2025, uno degli eventi musicali più emozionanti degli ultimi anni.

L’eredità eterna per il rock e l’heavy metal

Ozzy Osbourne ha trasformato per sempre il volto della musica rock. La sua eredità artistica va ben oltre i dischi e le esibizioni: ha creato un immaginario sonoro e visivo che ha cambiato il modo di intendere l’arte. Ogni suo gesto, ogni canzone, ogni intervista ha trasmesso autenticità, ironia e intensità emotiva.

Ha ispirato intere generazioni di musicisti. Band come Metallica, Iron Maiden, Slipknot, System of a Down, ma anche artisti del mondo hip-hop e pop hanno riconosciuto la sua influenza. Ha saputo parlare a tutti: adolescenti in cerca di identità, outsider inascoltati, sognatori, ribelli, anime inquiete. Ha dato voce all’oscurità, ma anche alla luce nascosta dietro di essa.

L’ultimo inchino di una leggenda

Nel suo ultimo concerto, Ozzy ha guardato il pubblico con gli occhi lucidi. Ha cantato con una voce spezzata ma vera, ha ringraziato con il cuore e ha salutato con un gesto che ormai è diventato simbolo: le dita alzate a forma di corna. Un addio sobrio, potente, commovente.

Con la sua morte, si chiude un capitolo gigantesco della storia del rock. Ma Ozzy Osbourne non è mai stato solo un musicista. È stato un simbolo, un mito vivente, un uomo che ha fatto del caos un linguaggio e della musica una religione. Anche ora che ha lasciato il palco, la sua voce continuerà a vibrare nelle casse, nei vinili, nei cuori.

Ozzy non ha mai cercato di essere immortale. Lo è diventato.

A cura di Nora Taylor
Leggi anche: Il diabete: il nemico invisibile del terzo millennio
Seguici su Instagram e Facebook!

error: Il contenuto è protetto!!