Un grave attacco informatico ha preso di mira Manchester Airports Group (MAG), il principale gruppo aeroportuale attivo nel Regno Unito che gestisce gli scali internazionali di Manchester, Londra Stansted ed East Midlands. L’intrusione nei database ha comportato la compromissione delle informazioni personali di circa 8,7 milioni di passeggeri. L’episodio, avvenuto verso la fine di agosto in corrispondenza del picco dei viaggi estivi, ha sottoposto a forte pressione le infrastrutture informatiche del comparto trasporti britannico, evidenziando le vulnerabilità delle piattaforme dedicate ai servizi per gli utenti.
Dinamica dell’intrusione e canali coinvolti negli scali di Manchester, Londra Stansted ed East Midlands
L’azione dei criminali informatici si è svolta nel fine settimana compreso tra il 22 e il 23 agosto, sebbene la violazione sia stata rilevata dai tecnici addetti alla sicurezza martedì 25 agosto e resa pubblica nei giorni seguenti. Dalle verifiche condotte dagli investigatori è emerso che l’evento non è consistito in un tradizionale ransomware progettato per paralizzare o cifrare l’infrastruttura operativa, ma in un accesso abusivo a un database di natura commerciale mirato all’esfiltrazione su vasta scala di dati sensibili a scopo di estorsione. L’intrusione ha riguardato due specifici canali: il portale per la registrazione alla connessione Wi-Fi gratuita presente nei tre aeroporti e i sistemi di acquisto online dei servizi accessori, inclusi i parcheggi dedicati, le corsie preferenziali Fast Track e le sale lounge. Le informazioni finite in possesso dei soggetti non autorizzati comprendono indirizzi di posta elettronica, numeri di cellulare, codici di avviamento postale e numeri di targa dei veicoli utilizzati per le aree di sosta. L’operatore ha chiarito che i sistemi interessati non contenevano numeri di carte di credito, coordinate bancarie o dettagli di pagamento, e che non risultano compromessi documenti di identità o passaporti.
Riscatto respinto, interventi di MAG e sicurezza del traffico aereo
Dopo l’acquisizione dei dati, gli autori dell’attacco hanno avanzato una richiesta di riscatto economico per non cancellare o divulgare le informazioni sottratte. I vertici di Manchester Airports Group hanno rifiutato ogni tipo di pagamento, coordinandosi costantemente con le autorità. La società ha fatto sapere di aver individuato la matrice del gruppo responsabile e di aver trasmesso tutti i dettagli tecnici sia all’Information Commissioner’s Office (ICO), l’autorità britannica per la privacy, sia al National Cyber Security Centre (NCSC). Come misura di protezione, MAG ha provveduto a isolare i server coinvolti e a sospendere temporaneamente il portale per la gestione diretta delle prenotazioni, indirizzando cancellazioni e modifiche al centralino telefonico del servizio clienti. L’azienda ha inoltre inoltrato una comunicazione formale a tutti gli utenti registrati nel database violato, offrendo cancellazioni e rimborsi completi a chi desiderasse revocare i servizi acquistati. La dirigenza e le autorità dell’aviazione civile hanno confermato la totale separazione tra le piattaforme di servizio commerciale e i sistemi primari di volo: le procedure di check-in, il controllo del traffico aereo, le verifiche di sicurezza ai varchi e la gestione dei velivoli sulle piste non hanno subito alcuna alterazione. I tre aeroporti, che complessivamente registrano oltre 54 milioni di passeggeri all’anno con picchi storici superiori a 66 milioni, hanno mantenuto la piena continuità dei voli senza cancellazioni o ritardi causati dall’evento.
Allerta per truffe mirate e raccomandazioni di sicurezza per i passeggeri
Sebbene non siano stati prelevati dati finanziari o bancari, gli specialisti di sicurezza evidenziano che la disponibilità congiunta di targhe automobilistiche, recapiti telefonici e indirizzi email fornisce elementi per allestire campagne di ingegneria sociale altamente mirate. I cybercriminali possono infatti elaborare messaggi ingannevoli molto credibili, presentandosi a nome dell’aeroporto di Manchester o di Stansted per richiedere il pagamento di finte sanzioni per la sosta, segnalare errori nei versamenti per il Wi-Fi o notificare rimborsi. L’ente gestore e i tecnici hanno quindi invitato gli utenti a prestare massima attenzione a comunicazioni non richieste, ribadendo che la società non richiederà mai via email, messaggio o telefono l’inserimento di password o credenziali finanziarie. L’accaduto si inserisce nel quadro dei crescenti attacchi contro le infrastrutture critiche del Regno Unito e del continente europeo, dimostrando come l’ampio volume di dati raccolto attraverso la digitalizzazione del viaggio costituisca uno dei principali bersagli della criminalità informatica.
A cura della redazione
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