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Diritti delle donne e parità: presentato il libro “Codice di libertà”

L'opera dell'avvocata Micaela Ottomano diventa l'occasione per un dibattito istituzionale sulla parità di genere

by Davide Cannata
Micaela Ottomano presentazione Codice di libertà ph press
Micaela Ottomano presentazione Codice di libertà ph press

Micaela Ottomano presentazione Codice di libertà ph press

Nella Sala Tatarella presso la Camera dei deputati a Roma si è tenuto un incontro incentrato sul tema della parità reale tra uomini e donne, in occasione del lancio di “Codice di libertà”, l’opera firmata dall’avvocata Micaela Ottomano e pubblicata da Graus Edizioni. Il confronto ha preso le mosse dalla consapevolezza che le garanzie formali previste dalla legge non risultano sufficienti se rimangono condizionate da usanze e prassi consolidate negli ambienti lavorativi e nelle sedi giudiziarie. La discussione, volta ad analizzare il riconoscimento professionale femminile e le misure per contrastare la violenza contro le donne, è stata coordinata da Concita Borrelli, avvocata, giornalista e conduttrice Rai, la quale ha moderato gli interventi integrando prospettive istituzionali, legali e d’informazione.

All’evento hanno preso parte relatori d’eccezione, tra cui Andrea Delmastro, già sottosegretario alla Giustizia, Antonio Rapisarda, direttore del Secolo d’Italia e autore della prefazione della pubblicazione, il deputato Michele Schiano di Visconti e Anna Gallucci, sostituto procuratore della Repubblica di Pesaro.

Il divario lavorativo e le resistenze linguistiche

Nel corso del dibattito è emersa un’analisi dettagliata sulle disparità lavorative che caratterizzano il contesto odierno, dove alle professioniste viene abitualmente preteso un livello superiore di preparazione e impegno per ottenere la medesima considerazione accordata ai colleghi maschili. Una dinamica critica messa in luce riguarda la tendenza a ridimensionare il ruolo delle professioniste, ad esempio declassando il titolo di avvocato all’espressione “signorina”, un uso del linguaggio che testimonia la presenza di radicati pregiudizi e ostacoli culturali.

Strategie di contrasto e il valore del salto culturale

I partecipanti si sono focalizzati sul tema dei femminicidi e sul superamento degli stereotipi di genere, individuati come la matrice culturale all’origine di ogni atto di prevaricazione. Per contrastare tale fenomeno, i relatori hanno convenuto sull’opportunità di muoversi lungo due direttrici simultanee: l’inasprimento della tutela normativa dei diritti e un profondo intervento sul piano dell’educazione rivolto alle nuove generazioni.

In conclusione, i partecipanti hanno espresso una posizione condivisa: i progressi sul piano delle leggi rischiano di figurare come un “guscio vuoto” qualora non vengano accompagnati da un effettivo “salto culturale”, indispensabile per offrire uguali opportunità e valorizzare le competenze e il talento delle donne senza alcun pregiudizio.

A cura della redazione

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