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Guida notturna: il segreto per non correre più rischi

Le case automobilistiche e i centri di ricerca uniscono le forze per creare un ambiente di guida sempre più protetto e intelligente

by Davide Cannata
colpo di sonno alla guida ph ai

Software predittivi: la vera svolta

Secondo quanto riportato da RaiNews, il nuovo sistema sviluppato dal Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino, in collaborazione con SAT, rappresenta uno dei primi tentativi concreti al mondo di individuare segnali precoci di addormentamento, arrivando a prevedere il colpo di sonno prima che si verifichi.

Il principio è affascinante: ogni variazione del flusso sanguigno genera micro-cambiamenti nel colore della pelle, impercettibili all’occhio umano ma rilevabili da una telecamera e da un algoritmo avanzato. Analizzando questi dati in tempo reale, il software riesce a stimare la frequenza cardiaca e a individuare segnali iniziali di affaticamento. Secondo i ricercatori, il sistema può offrire un preavviso che va da uno a quindici minuti prima dell’addormentamento, in base alle condizioni del conducente. Un margine di tempo prezioso, che può fare la differenza tra un semplice rischio e un incidente serio.

Un ulteriore elemento innovativo è la natura contactless della tecnologia. A differenza di molti dispositivi indossabili, qui non è necessario applicare sensori al corpo. Durante la fase di test, i ricercatori utilizzano strumenti medici come il polisonnigrafo per validare i dati e verificare con precisione il momento dell’addormentamento. Nella versione finale, però, il sistema funzionerà esclusivamente tramite telecamera. Questo significa più comfort per il guidatore e una maggiore facilità di integrazione nei veicoli futuri.

In caso di rischio imminente, il software attiva un segnale acustico continuo che persiste finché il conducente non recupera la piena reattività. Non si tratta di un semplice avviso isolato, ma di un richiamo insistente, progettato per interrompere il processo di addormentamento prima che sia troppo tardi.

Il futuro della mobilità

Dai primi sistemi che osservavano il volante, passando per telecamere e dispositivi indossabili, fino agli algoritmi predittivi basati su parametri fisiologici, la tecnologia sta spostando l’attenzione sempre più a monte del problema. L’obiettivo non è più soltanto accorgersi che il guidatore si sta addormentando, ma capire quando sta per farlo.

Naturalmente, nessuna innovazione può sostituire il buon senso. Se compaiono bruciore agli occhi, sbadigli frequenti o cali di concentrazione, la scelta più sicura resta fermarsi in un’area di sosta e concedersi un riposo di quindici o venti minuti. Tuttavia, sapere che la ricerca sta lavorando per anticipare il rischio di colpo di sonno regala una prospettiva incoraggiante. La strada verso una guida più sicura passa anche da qui: imparare a “vedere” il sonno prima ancora che arrivi.

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