Un’operazione criminale di proporzioni imponenti ha colpito la tenuta di Marchesi Antinori a Cortona, in provincia di Arezzo, nei primi giorni di ottobre 2026. Si tratta di uno dei furti più rilevanti mai registrati sul territorio italiano nel comparto enologico, con la sparizione di circa 30mila bottiglie pregiate per un valore stimato di cinque milioni di euro. Le indagini preliminari indicano che una banda composta da almeno sette persone è riuscita a disattivare i sistemi d’allarme e le telecamere di sorveglianza dell’impianto, impiegando successivamente i muletti aziendali per caricare la merce su due camion. Tra le etichette sottratte spiccano ben 10mila bottiglie di Solaia, affiancate da lotti di Tignanello e Guado al Tasso, tutte appartenenti all’annata 2023 e già pronte per essere inviate verso i mercati internazionali.
In merito al clamoroso episodio, l’amministratore delegato Renzo Cotarella ha rilasciato una dichiarazione netta alla testata Sky TG24: «Di sicuro un furto di un tale valore non si è mai verificato in Italia». A seguito dell’accaduto, la proprietà ha provveduto a mettere in guardia gli acquirenti esteri, raccomandando la massima prudenza nei confronti di proposte commerciali esterne ai canali distributivi ufficiali. Oltre al pesante impatto finanziario, la principale complessità risiede nell’immissione sul mercato di prodotti fortemente identificabili senza generare sospetti tra le forze dell’ordine e gli operatori di settore.
L’episodio di Cortona non rappresenta un evento isolato. Il 22 settembre, l’emittente RaiNews ha riportato un’ulteriore incursione avvenuta presso la cantina Conterno Fantino a Monforte d’Alba, nella zona delle Langhe. In tale circostanza, un commando di quattro individui incappucciati ha agito indisturbato per circa tre ore, sottraendo oltre tremila bottiglie di Barolo relative alle annate 2021 e 2022. I malviventi, dimostrando un’approfondita conoscenza dei locali, delle misure di sicurezza e dei turni, hanno utilizzato i mezzi di movimentazione dell’azienda per trasportare il carico su furgoni, trainati a motore spento fino alla strada provinciale per non destare allarmi, per un danno complessivo quantificato in centinaia di migliaia di euro. A Milano, nel mese di giugno 2026, si è registrato un altro colpo da circa 280mila euro ai danni del ristorante L’Affinatore. Due malfattori, travestiti da operai edili per mimetizzarsi con un cantiere adiacente, si sono introdotti nella cantina asportando esemplari di Romanée-Conti, celebre marchio della Borgogna amato dai collezionisti di tutto il mondo. Il valore commerciale di queste bottiglie rare non coincide automaticamente con la facilità di rivendita.
Dai furti nei ristoranti stellati alle truffe su formaggio e Nutella
Spostando l’attenzione sul panorama internazionale, una delle vicende più eclatanti si è verificata in Spagna nell’ottobre 2021, quando il ristorante Atrio di Cáceres, premiato con tre stelle Michelin, è stato derubato di 45 bottiglie per un valore totale di circa 1,6 milioni di euro. Tra i pezzi sottratti figurava una bottiglia d’epoca eccezionale: un rarissimo Château d’Yquem del 1806. La dinamica, degna di una trama cinematografica, ha visto protagonista una coppia che si è infiltrata nella cantina riservata sfruttando circostanze studiate nei dettagli. Nel gennaio 2024, il Tribunal Supremo spagnolo ha reso definitive le sanzioni detentive, infliggendo quattro anni e sei mesi all’uomo e quattro anni alla donna, sulla base di un impianto probatorio composto da perizie, rilievi di polizia e testimonianze. Ciononostante, i pregiati campioni enologici non sono mai stati rinvenuti.
I reati nel settore agroalimentare non si limitano alle sole bevande alcoliche. Nell’ottobre 2024, la società di distribuzione britannica Neal’s Yard Dairy è rimasta vittima di una truffa da oltre 300mila sterline, che ha portato alla perdita di più di 22 tonnellate di cheddar artigianale, corrispondenti a circa 950 forme. Un impostore si è spacciato per l’agente di un grossista collegato a un’importante catena di supermercati francese, riuscendo a farsi consegnare partite di Hafod Welsh Organic Cheddar, Westcombe Cheddar e Pitchfork Cheddar realizzate da tre aziende artigianali. Per tutelare i produttori, l’azienda acquirente ha provveduto a saldare direttamente i caseifici. Sebbene la Polizia metropolitana di Londra abbia effettuato un arresto il 30 ottobre 2024, la collocazione finale della refurtiva è rimasta sconosciuta. In Italia, analoghe aggressioni criminali colpiscono frequentemente i consorzi del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano in Emilia-Romagna, dove la concentrazione di valore nelle singole forme stagionate rende i magazzini bersagli particolarmente appetibili.
Accanto ai beni di altissima gamma si posizionano i furti basati sui grandi volumi di merce di largo consumo. Nel mese di aprile 2013, a Bad Hersfeld, in Germania, è stato asportato un intero rimorchio contenente circa 5,5 tonnellate di Nutella, per un controvalore stimato in circa 16mila euro. L’ingente carico, composto da migliaia di vasetti della nota crema spalmabile prodotta dal gruppo italiano Ferrero, ha evidenziato una strategia criminale differente: se da un lato gli articoli da collezione concentrano elevatissimi importi in volumi ridotti, dall’altro gli alimenti di ampio consumo consentono di realizzare guadagni rapidi attraverso la movimentazione massiva di stock.
Mercato nero, contraffazione e sistemi di tracciabilità nelle cantine
La vera criticità per gli autori di queste azioni delittuose risiede nella fase successiva alla sottrazione: trasformare la merce in liquidità senza generare allarmi. Le etichette di pregio vengono facilmente individuate da sommelier, collezionisti ed esperti, i quali diventano diffidenti quando sul mercato compaiono improvvisamente lotti consistenti della medesima annata. I prodotti trafugati possono incanalarsi verso intermediari compiacenti, acquirenti privati o circuiti informali, oppure rimanere nascosti per lunghi periodi. Diversa è la sorte dei beni alimentari ad alta rotazione, per i quali le frodi documentali e lo scambio di identità aziendali rendono complesso tracciare la destinazione finale. A questo panorama si aggiunge il fenomeno della contraffazione: nel 2024, un’operazione coordinata da Europol ed Eurojust ha sgominato un’organizzazione dedita alla falsificazione di prestigiosi vini francesi proposti a prezzi fino a 15mila euro a bottiglia.
Per arginare queste minacce, le aziende vinicole e agroalimentari adottano soluzioni tecnologiche avanzate come codici identificativi, sigilli antimanomissione, dispositivi RFID e NFC, unitamente a registri digitali di tracciabilità e protocolli blockchain. Tuttavia, gli strumenti informatici devono essere sempre supportati da rigidi controlli fisici, procedure di vigilanza e una tempestiva collaborazione con gli organi inquirenti. Nel caso del furto ai danni di Marchesi Antinori, la dirigenza ha prontamente sollecitato la propria rete clientelare a verificare i sistemi anticontraffazione e a segnalare eventuali offerte sospette giunte da canali non ufficiali. Del resto, se violare una cantina e sottrarre grandi bottiglie può richiedere una sola notte, riuscire a piazzarle sul mercato privo di tracce costituisce un’impresa di gran lunga più complessa.
A cura della redazione
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