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Palazzo Chigi, il guano costa caro: scatta il piano anti-piccioni

Giorgia Meloni punta sulla tecnologia per risolvere il problema degli escrementi e proteggere gli ambienti istituzionali investendo oltre 18mila euro in un dispositivo per scoraggiare la presenza dei volatili. La questione ricorda i tentativi già sperimentati alla Camera durante la presidenza di Laura Boldrini

by Nora Taylor
giorgia meloni ph ig

A Palazzo Chigi la presenza dei piccioni non rappresenta soltanto una questione estetica. Gli escrementi dei volatili creano problemi di pulizia, richiedono interventi di manutenzione e rischiano di compromettere il decoro degli ambienti esterni di uno degli edifici più rappresentativi delle istituzioni italiane. Per affrontare questa situazione, il governo guidato da Giorgia Meloni ha deciso di puntare su un sistema tecnologico destinato a scoraggiare la presenza degli uccelli nelle aree più esposte.

Il provvedimento riguarda in particolare il cortile e lo scalone d’onore, spazi che ospitano incontri ufficiali, visite istituzionali e momenti importanti della vita politica nazionale. La presenza di piccioni e gabbiani rende necessario un lavoro costante di pulizia, con conseguenti costi per la gestione dell’edificio. L’obiettivo dell’intervento consiste nel ridurre gli accumuli di guano e proteggere il patrimonio architettonico senza ricorrere a metodi letali contro gli animali.

Un investimento superiore ai 18mila euro

Per contrastare il problema, la Presidenza del Consiglio ha individuato il dispositivo Fly Away, un sistema che sfrutta una tecnologia elettromagnetica per dissuadere i volatili dallo stazionare nelle zone interessate. L’incarico coinvolge Ekonore srl, società milanese specializzata nei servizi di disinfestazione e nelle soluzioni per il controllo della presenza degli uccelli.

La spesa complessiva indicata ammonta a 18.220 euro, Iva esclusa. La fornitura dell’impianto assorbe 17.500 euro, mentre altri 720 euro riguardano l’assistenza tecnica necessaria per il montaggio. Il contratto prevede una durata fino al 31 dicembre 2027.

La scelta punta quindi a una soluzione che dovrebbe ridurre la necessità di interventi ripetuti di pulizia e contenere i disagi provocati dagli escrementi. Resta da verificare sul campo l’efficacia del dispositivo e la sua capacità di limitare stabilmente la presenza dei volatili. Il risultato dipenderà anche dalle caratteristiche degli spazi interessati e dal comportamento degli animali.

Il precedente di Laura Boldrini a Montecitorio

La vicenda riporta alla memoria i tentativi compiuti alla Camera dei deputati durante la presidenza di Laura Boldrini, in carica dal 2013 al 2018. Anche a Montecitorio la presenza degli uccelli aveva creato difficoltà, soprattutto nelle aree esterne e nei parcheggi, dove gli storni sporcavano le automobili e rendevano necessarie operazioni di pulizia frequenti.

Tra le contromisure sperimentate figuravano dispositivi acustici capaci di riprodurre i richiami dei rapaci, con l’intento di spaventare gli uccelli e indurli ad allontanarsi. In altri punti, la Camera aveva utilizzato sottili fili d’acciaio per impedire ai gabbiani di posarsi sulle superfici più esposte.

Questi precedenti dimostrano quanto sia complesso gestire il problema nelle aree urbane, dove la disponibilità di cibo e di punti adatti alla nidificazione favorisce la presenza dei volatili. Le soluzioni adottate possono ridurre il fenomeno in determinate zone, ma non sempre garantiscono risultati definitivi.

La sfida tra decoro, costi e risultati

Con il nuovo impianto, Palazzo Chigi prova a risolvere una questione concreta che riguarda la manutenzione quotidiana di una sede istituzionale. La cifra prevista riporta però l’attenzione anche sul rapporto tra costi pubblici e benefici effettivi dell’intervento.

La tecnologia scelta dovrà dimostrare di poter contenere la presenza degli uccelli e semplificare la gestione degli spazi esterni. Per il governo, il risultato atteso consiste nel mantenere più pulite le aree di rappresentanza e ridurre gli interventi necessari per rimuovere il guano.

Nel frattempo, la vicenda offre anche un risvolto curioso: persino nei palazzi del potere, tra riunioni, cerimonie e impegni istituzionali, i problemi quotidiani possono trasformarsi in una questione da affrontare con strumenti specialistici. E questa volta, a Palazzo Chigi, la sfida riguarda proprio gli ospiti alati che non sembrano intenzionati a lasciare facilmente il campo.

A cura di Nora Taylor
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