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Ragusa accende il cuore olimpico: la Fiamma attraversa il barocco ibleo

La città barocca ha vissuto una giornata di grandi emozioni accogliendo il simbolo dei Giochi invernali, tra partecipazione popolare e orgoglio cittadino.

by Davide Cannata
fiamma olimpica cattedrale san giovanni copia

Una giornata storica per Ragusa, che diventa protagonista del Viaggio della Fiamma Olimpica verso Milano-Cortina 2026. Come riporta Novella 2000, la città è stata scelta come unica tappa provinciale e ha vissuto un momento capace di unire sport, arte e identità locale. Dal suo magnifico centro barocco alla partecipazione dei cittadini, tutto ha contribuito a trasformare il passaggio della Fiamma in un evento indimenticabile.

La Fiamma olimpica, partita da Olimpia il 26 novembre e già passata da Roma, ha raggiunto Ragusa per poi proseguire verso Siracusa e Agrigento, toccando oltre 300 città e 60 siti UNESCO. Un viaggio che, come sottolinea la testata, “ridisegna la geografia dell’orgoglio italiano”.

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Una città simbolo di sport e orgoglio

Secondo quanto riportato da Novella 2000, Ragusa è stata scelta anche per il suo riconoscimento come “Comune europeo dello sport” e la candidatura ufficiale a “Città Europea dello Sport 2027”. Due titoli che parlano di una realtà fortemente legata al mondo sportivo, in grado di coniugare l’impegno quotidiano con la bellezza del territorio.

Il percorso della staffetta, partito in viale Europa, ha attraversato le vie principali del centro fino alla Cattedrale di San Giovanni Battista, dove la torcia ha illuminato uno dei simboli del barocco ibleo. Novella 2000 descrive l’arrivo della Fiamma come un “abbraccio collettivo tra storia e modernità”, con migliaia di persone ad applaudire i tedofori.

I tedofori: custodi dello Spirito Olimpico

Il vero cuore dell’evento, come evidenzia Novella 2000, sono stati i tedofori, protagonisti umani di un percorso fatto di sudore e passione. Ogni 200 metri un nuovo testimone raccoglieva la Fiamma, “non solo una torcia, ma il simbolo dei valori universali dello sport: lealtà, fratellanza, resilienza”.

Tra le testimonianze più toccanti, quella di un tedoforo modicano, primo a correre con la torcia, che ha raccontato di aver voluto iniziare il suoimg 1970 tratto “passando la Fiamma a un ragusano, per unire due città storicamente rivali”. Per lui, questo rappresenta “il mio momento olimpico”, un gesto che trasforma la sua corsa in un tributo personale alla pace e all’unione.

Entusiasmo, emozione e orgoglio collettivo

Il sindaco Giuseppe Cassì ha definito l’evento “una giornata storica per Ragusa, non solo dal punto di vista sportivo”, mentre l’assessore Simone Digrandi ha parlato di una città che vuole consolidare il proprio ruolo nel turismo sportivo europeo. Come sottolineato da Novella 2000, il passaggio della Fiamma ha acceso nel pubblico entusiasmo e orgoglio: lungo Corso Italia e davanti al Duomo, le luci di Natale si sono fuse con i colori di Milano-Cortina in un’atmosfera unica.

Per qualche ora Ragusa è diventata il cuore pulsante dello spirito olimpico. La Fiamma ha lasciato la città, ma anche un segno profondo di identità e speranza, testimoniando come lo sport possa ancora oggi unire storie, generazioni e territori.

A cura della redazione

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