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Ue all’attacco di Meta: maxi multa in arrivo

La Commissione europea ritiene che alcune funzionalità di Instagram e Facebook possano incentivare un utilizzo compulsivo dei social network e compromettere il benessere psicofisico degli utenti, soprattutto dei minori. Se le conclusioni preliminari verranno confermate, Meta rischierà una sanzione che potrebbe superare i 10 miliardi di euro

by Nora Taylor
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La Commissione europea ha mosso un nuovo passo nei confronti di Meta nell’ambito dell’applicazione del Digital Services Act, il regolamento che disciplina le responsabilità delle grandi piattaforme digitali. Secondo le conclusioni preliminari dell’indagine, il design di Instagram e Facebook potrebbe incoraggiare un utilizzo eccessivo dei social network, con conseguenze sul benessere fisico e mentale degli utenti. L’inchiesta prende in esame soprattutto la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili, categorie considerate maggiormente esposte ai rischi derivanti da un uso prolungato delle piattaforme digitali.

La Commissione ritiene che alcune caratteristiche delle piattaforme inducano gli utenti a trascorrere sempre più tempo online, riducendo la capacità di interrompere spontaneamente la navigazione. Per Bruxelles questo meccanismo potrebbe entrare in contrasto con gli obblighi previsti dal Digital Services Act, che impone alle grandi aziende tecnologiche di individuare e limitare i rischi sistemici legati ai propri servizi.

Nel mirino lo scorrimento infinito e gli algoritmi

L’indagine si concentra su una serie di funzionalità ormai diffuse nelle principali piattaforme social. Tra queste figurano lo scorrimento infinito dei contenuti, la riproduzione automatica dei video, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione personalizzati, che selezionano i contenuti in base alle preferenze degli utenti.

Secondo la valutazione preliminare della Commissione europea, questi strumenti possono spingere il cervello umano a funzionare in una sorta di “modalità pilota automatico”, favorendo un utilizzo definito “compulsivo” dei social network. Proprio questo effetto rappresenta uno degli aspetti centrali dell’indagine, che punta a verificare se il design delle piattaforme rispetti gli standard di sicurezza previsti dalla normativa europea.

Una sanzione da oltre 10 miliardi di euro

Le conclusioni diffuse dall’esecutivo europeo hanno carattere preliminare e non rappresentano ancora una decisione definitiva. Tuttavia, se la Commissione dovesse confermare le proprie valutazioni al termine dell’istruttoria, Meta potrebbe ricevere una delle multe più elevate mai previste dal Digital Services Act.

La normativa consente infatti di applicare una sanzione fino al 6% del fatturato mondiale annuo dell’azienda. Considerando i ricavi registrati da Meta nel 2025, pari a 200,97 miliardi di dollari, l’ammenda potrebbe raggiungere circa 10,55 miliardi di euro. Una cifra che conferma la determinazione dell’Unione europea nel rafforzare il controllo sulle grandi piattaforme digitali e nel garantire una maggiore tutela degli utenti.

Il procedimento continua con il diritto alla difesa

L’indagine rientra nel procedimento avviato il 16 maggio 2024 per verificare la conformità di Meta al Digital Services Act. Dopo la pubblicazione delle conclusioni preliminari, la società può consultare il fascicolo dell’inchiesta, analizzare la documentazione raccolta dalla Commissione europea e presentare le proprie osservazioni nell’ambito del diritto alla difesa.

Solo dopo questa fase la Commissione potrà adottare una decisione definitiva. L’esito del procedimento potrebbe rappresentare un precedente importante per tutte le grandi piattaforme digitali che operano nel mercato europeo e influenzare il modo in cui svilupperanno le proprie funzionalità nei prossimi anni.

La risposta di Meta e le nuove misure per gli adolescenti

Meta ha contestato le conclusioni preliminari della Commissione europea e sostiene di avere introdotto strumenti concreti per aumentare la sicurezza dei più giovani.

“Non concordiamo con questi risultati preliminari, che non tengono adeguatamente conto delle misure significative che abbiamo adottato per proteggere gli adolescenti. Da quando è stata avviata questa indagine, abbiamo lanciato gli account per teenager, che proteggono automaticamente i ragazzi e danno ai genitori il controllo, consentendo loro di bloccare l’accesso a Instagram durante la notte e di limitare il tempo di utilizzo giornaliero a soli 15 minuti. Questi limiti di tempo non possono essere modificati né ignorati dagli utenti di età inferiore ai 16 anni. Condividiamo l’impegno della Commissione europea nel garantire ai ragazzi esperienze online sicure e positive e continueremo a collaborare con loro in modo costruttivo.”

L’azienda sottolinea quindi l’introduzione degli account dedicati agli adolescenti, dei controlli parentali e dei limiti automatici sul tempo di utilizzo come dimostrazione dell’impegno assunto per proteggere i minori. Il confronto tra Bruxelles e Meta entra ora in una fase decisiva e potrebbe segnare un punto di svolta nell’applicazione del Digital Services Act, definendo nuovi criteri per la progettazione delle piattaforme digitali e per la tutela della salute mentale degli utenti europei.

A cura di Nora Taylor
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