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Alto Piemonte: dalle risaie ai vigneti del Supervulcano

Un itinerario affascinante tra Vercelli e Novara che unisce le storiche terre d'acqua ai celebri calici di Nebbiolo in un settembre ricco di iniziative

by Davide Cannata
arch. fot. risò festival internazionale del riso (2)

Dalle distese allagate della pianura vercellese sino ai ripidi pendii modellati dai porfidi dell’antico Supervulcano della Valsesia, l’Alto Piemonte inaugura un mese di settembre all’insegna delle eccellenze enogastronomiche e del turismo lento. Un variegato mosaico produttivo e paesaggistico che mette in rete le province di Vercelli, Novara e Biella sino ai bacini del Lago Maggiore e del Lago d’Orta, riunito sotto l’egida di SUSTAINEVENTS, progetto Interreg promosso dalla Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte con l’obiettivo di favorire modelli di sviluppo turistico fondati su rigorosi criteri ESG (ambientali, sociali e di governance).

A rimarcare la portata dell’iniziativa è il presidente dell’ente camerale, Angelo Santarella, il quale sottolinea come il programma «rappresenta il trait d’union tra le destinazioni e gli eventi del territorio accomunati da una visione orientata alla sostenibilità, capace di valorizzare le eccellenze locali e di offrire benefici concreti sia per chi vive il territorio sia per chi lo sceglie come meta di viaggio».

Vercelli e la cultura risicola tra celebrazioni storiche e tre anniversari

Il viaggio prende avvio nel territorio delle Terre del Riso con Risò, festival a vocazione internazionale in calendario dall’11 al 13 settembre nella provincia di Vercelli e nei Borghi delle Vie d’Acqua. L’appuntamento prevede showcooking, incontri tematici, visite guidate e iniziative pensate per le famiglie, a cui si affianca una proposta espositiva incentrata su tre significative ricorrenze:

  • 160 anni del Canale Cavour: l’imponente opera di ingegneria idraulica pensata da Camillo Benso e completata in appena 1.045 giorni grazie al lavoro di 14.000 operai, che lungo i suoi 82,2 chilometri convoglia 110.000 litri d’acqua al secondo dal Po al Ticino, irrigando ancora oggi 170.000 ettari.
  • 120 anni dalle 8 ore delle mondine: traguardo essenziale per il riconoscimento della dignità nel lavoro agricolo nazionale, ripercorso attraverso l’esposizione dedicata alle lavoratrici delle risaie.
  • 80 anni del riso Arborio: varietà selezionata nel 1946 dall’agronomo Domenico Marchetti, approfondita fra aspetti botanici, pratiche agronomiche e segreti culinari; trova inoltre spazio la rassegna espositiva Riflessi di riso, dedicata all’intreccio tra acqua, memoria e biodiversità.

La sosta a Novara tra il Biscottificio Camporelli e la Cupola di San Gaudenzio

L’itinerario alla scoperta del territorio fa tappa anche a Novara con una proposta urbana che combina patrimonio artistico e sapori storici: dall’accesso al laboratorio del rinomato Biscottificio Camporelli, custode della ricetta dei tradizionali biscottini novaresi, alla salita sulla monumentale Cupola di San Gaudenzio, capolavoro ottocentesco ideato da Alessandro Antonelli da cui ammirare la pianura e l’arco alpino, sino alle camminate guidate tra gli storici palazzi e le piazze della città.

ghemme colline novaresi federicobarra

Alto Piemonte ph Press

Le Notti del Vino tra prestigiosi Nebbiolo e bianchi autoctoni

Il mese di settembre vede pure lo svolgimento de Le Notti del Vino, rassegna organizzata dall’Associazione Nazionale Città del Vino per valorizzare cantine, paesaggi collinari e borghi storici per mezzo di degustazioni e passeggiate tra i filari:

  • Gattinara (4-6 settembre, presso Villa Paolotti e l’Enoteca Regionale);
  • Boca e Curino (5 settembre);
  • Borgomanero (6 settembre, nella cornice di Villa Marazza);
  • Barengo (12 settembre, in piazza Travaglini);
  • Cavaglio d’Agogna e Suno (19 settembre, con camminata ed eventi diffusi);
  • Bogogno (20 settembre, presso la cantina Cà Nova).

Il percorso celebra le due principali denominazioni a base di uve Nebbiolo: il Gattinara DOCG, affiancato dall’ecomuseo cittadino, e il Ghemme DOCG, su cui domina il suggestivo castello-ricetto. In queste terre le vigne affondano le radici nei porfidi dal colore rosso-violaceo dell’antico Supervulcano della Valsesia, donando ai vini rossi una straordinaria mineralità e una notevole longevità. La proposta vitivinicola dell’Alto Piemonte si arricchisce inoltre, tra le colline vercellesi e biellesi, con il bianco autoctono Erbaluce di Caluso, a riprova di una filiera produttiva che unisce rispetto della terra, innovazione in cantina e un modello di accoglienza responsabile.

A cura della redazione

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