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Venezia, multato per una bestemmia dopo aver evitato un pedone

Evita di travolgere un passante distratto della Mostra del Cinema, ma lo sfogo ad alta voce davanti agli agenti gli costa una contravvenzione immediata

by Davide Cannata
Multa Bestemmia ph Facebook

Un episodio decisamente fuori dall’ordinario ha trasformato una manovra provvidenziale in un caso che ha fatto rapidamente il giro del web al Lido di Venezia. Durante un pomeriggio infrasettimanale caratterizzato dal notevole afflusso per gli appuntamenti della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, un giovane di ventidue anni alla guida del suo scooter si è trovato di fronte a un pericolo improvviso nei pressi del ponte delle Quattro Fontane. Un individuo accreditato alla rassegna, identificabile dal cordino al collo con pass rosso, si è immesso sulla corsia di marcia in modo totalmente distratto tagliando la strada. Grazie a un’andatura moderata e a una straordinaria prontezza, il conducente è riuscito ad arrestare la ruota anteriore a pochi centimetri dal passante, scongiurando conseguenze fisiche rilevanti. Subito dopo il terrore del momento, la collera ha preso il sopravvento spingendo il centauro a scagliarsi verbalmente contro il pedone con espressioni pesanti e una bestemmia chiaramente udita da tutti i presenti.

L’intervento della Polizia Locale e la contestazione dell’articolo 724

La scena si è svolta sotto gli occhi di una pattuglia della Polizia Locale di Venezia, presente sul posto per garantire viabilità e sicurezza durante i giorni della kermesse. Gli agenti hanno bloccato il ventiduenne per le dovute verifiche, riscontrando la piena regolarità di patente, copertura assicurativa e carte di circolazione, senza ravvisare infrazioni alla guida. Tuttavia, a far scattare la punizione è stato l’illecito verbale: in applicazione dell’articolo 724 del Codice Penale, i vigili hanno contestato l’aver pronunciato ingiurie contro la divinità in un luogo pubblico davanti a più persone. Sul documento consegnato al ragazzo figurava l’indicazione tradizionale che sanziona chi offende pubblicamente le divinità della religione di Stato, stabilendo una somma da pagare pari a 102 euro.

Il dibattito virtuale e i chiarimenti del comandante Marco Agostini

Incredulo per la decisione, il ragazzo ha diffuso l’immagine del verbale sulla pagina Facebook Venezia Non è Disneyland, scatenando un fitto confronto tra chi ha reputato assurdo multare chi aveva appena salvato una persona giustificando lo sfogo come reazione involontaria e chi invece ha condannato il turpiloquio nello spazio pubblico. Sul caso è intervenuto Marco Agostini, comandante generale della Polizia Locale, sottolineando che il provvedimento non è un arbitrio dei singoli ma il rispetto di una disposizione in vigore, precisando che la paura per l’impatto evitato non autorizza offese profonde e che scuse tempestive avrebbero consentito un giudizio più elastico. L’articolo 724, originariamente introdotto nel 1930 dal Codice Rocco come reato contravvenzionale legato alla religione cattolica quale culto di Stato, è stato modificato negli anni Novanta dalla Corte Costituzionale a tutela di tutte le fedi ammesse per via del principio di laicità, per poi essere trasformato nel 1999 in semplice illecito amministrativo con sanzione in denaro.

A cura della redazione

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