Gianni Fiorellino stupisce con “Comme me manche”: la melodia partenopea incontra i ritmi della deep house
Un cambio di rotta stilistico e una forte voglia di sperimentare segnano il ritorno di Gianni Fiorellino con “Comme me manche”, brano appena approdato nella rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale. Questo singolo, distribuito dalla storica etichetta Zeus Record, costituisce la prima anticipazione del prossimo album di inediti atteso per la primavera del 2027.
Una nuova rotta sonora tra melodia partenopea e ritmi deep house
Invece di affidarsi alla rassicurante strada della continuità, il cantautore preferisce rimettersi in discussione e allargare il proprio orizzonte espressivo. Al centro del progetto si trova un riuscito connubio: da una parte l’andamento ipnotico e cadenzato delle pulsazioni deep house, dall’altra quella linea melodica calda e appassionata che rappresenta da sempre la cifra distintiva dell’artista. Ne deriva una produzione contemporanea e dal respiro internazionale, in cui la struttura elettronica mette in risalto una vocalità graffiante, densa di pathos e tensione emotiva.
La scrittura a quattro mani con Carmela D’Agostino e il significato del brano
Frutto della stesura condivisa con Carmela D’Agostino e curato sul piano della produzione dallo stesso cantautore insieme a Manuel Erri, il brano delinea un percorso inedito all’interno della carriera di Fiorellino. Sul versante del testo, la canzone svela senza riserve le dinamiche di una frattura amorosa che rifiuta di arrendersi. Passando con fluidità e naturalezza dalla lingua italiana al dialetto napoletano, la scrittura affronta il peso del rimorso e dello sbaglio senza cercare giustificazioni facili, facendo riaffiorare intatta la nostalgia per un legame mai realmente spezzato. Non si percepisce alcuna rassegnazione, bensì l’urgenza matura di ricucire un contatto e di cancellare la distanza per ripartire dal punto esatto in cui ci si era smarriti.
A riassumere il cuore del pezzo sono le parole intonate dallo stesso Fiorellino: «Che vita fosse si nun t’esse maie ncuntrata, sta malatia senza ‘e nun se po sana’, io e te nun c’ammo maie lassato overamente, st’ammore scorre ancora forte dint’e vene…»
Il percorso artistico di Gianni Fiorellino dai primi passi al successo di Caserta
Con una discografia monumentale che conta già 18 album all’attivo, Gianni Fiorellino (classe 1982) vanta una preparazione solida e precoce. Iniziato allo studio del pianoforte all’età di sette anni fino a conseguire il diploma in conservatorio, calca i palcoscenici di club e teatri fin da piccolo, affrontando una gavetta intensissima che lo porta a incidere a dodici anni il disco d’esordio, “E io canto”. L’affermazione nazionale si manifesta rapidamente: nel 2002 debutta al Festival di Sanremo con “Ricomincerei”, conquistando il quarto posto. Pochi mesi dopo è protagonista in versione acustica al Festival dei Due Mondi di Spoleto in una raffinata parentesi jazz al fianco di maestri come Massimo Moriconi, Alessandro Canini, Lino Esposito, Kelly Joyce e il compianto bluesman Roberto Ciotti.
All’Ariston ritorna nel 2003 con “Bastava un niente”, conquistando il quinto posto, per poi mettersi in gioco su Rai 2 con Music Farm nel 2004, anno in cui fissa su disco il suo primo lavoro dal vivo davanti a un bagno di folla in Piazza Diaz a Napoli. Nel 2005 il prestigio del suo cammino si arricchisce delle collaborazioni internazionali con Kevin Hettenne, Dodi Battaglia e Mario Reyes per l’album “Passion”. Da allora l’attività concertistica non si è mai fermata, come confermato dal trionfo del 24 giugno 2026: una serata-evento davanti a 9.000 spettatori in Piazza Carlo di Borbone, ai piedi della maestosa Reggia di Caserta, impreziosita dagli interventi sul palco di Maria Grazia Cucinotta, Federico Zampaglione (Tiromancino), Franco Ricciardi, Andrea Sannino e Roberto Colella.
A cura della redazione
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