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Quanto vale l’esperienza dei grandi eventi dal vivo in Italia

Una ricerca di ING People Insights Lab e YouGov fotografa le abitudini di spesa musicale degli italiani, tra live, streaming e rinunce quotidiane

by Davide Cannata
ph web live music

Il rapporto tra gli italiani e la musica non è solo sentimentale: ha un peso economico ben definito. Secondo la ricerca “Musica e denaro”, realizzata da ING People Insights Lab in collaborazione con YouGov, ogni italiano spende in media 115 euro l’anno per coltivare questa passione. A guidare la classifica delle voci di spesa sono i concerti e i festival dal vivo, che raccolgono il 43% del budget complessivo, distanziando nettamente tutte le altre categorie.

Live batte streaming: le priorità di spesa degli italiani

Scorrendo i dati, emerge un quadro chiaro: gli abbonamenti alle piattaforme di streaming si fermano al 21% della spesa totale, tallonati dall’acquisto di CD e vinili che si attesta al 20%. Il messaggio è inequivocabile: il pubblico italiano non ha abbandonato il valore dell’esperienza fisica. Nonostante il 44% degli intervistati consideri i concerti un lusso sempre più difficile da permettersi, la magnetica attrazione del palco dal vivo resta intatta. Quasi uno su due preferisce investire in un singolo grande evento piuttosto che sottoscrivere un abbonamento digitale per un anno intero.

Generazioni a confronto: quanto si spende per il proprio artista preferito

La disponibilità media di spesa per assistere alle esibizioni dell’artista del cuore si aggira intorno ai 97 euro. Le differenze tra generazioni, però, non sono trascurabili: i giovani della Gen Z arrivano a mettere sul piatto circa 117 euro, mentre i Baby Boomer si limitano a 82 euro. Il sacrificio economico è reale: il 20% degli intervistati rinuncia abitualmente ad altre spese per potersi permettere la musica. Una percentuale che schizza al 42% tra chi trascorre più di quattro ore al giorno ad ascoltare canzoni. Di fronte a eventi leggendari come il Live Aid dei Queen, il Dangerous Tour di Michael Jackson o The Wall dei Pink Floyd, ogni limite di budget sembrerebbe destinato a cadere.

La musica nella vita quotidiana: tempi, luoghi e canzoni sul denaro

Il 60% degli italiani dedica alla musica almeno un’ora al giorno, una quota che sale fino al 75% tra i ragazzi della Gen Z, a riprova di un legame profondo e identitario con la fonografia. La colonna sonora accompagna il 49% durante gli spostamenti quotidiani, il 24% mentre pratica sport e il 21% anche in contesti lavorativi. Quanto alle canzoni che parlano di soldi, “Money, Money, Money” degli ABBA conquista il primo posto con il 23% delle preferenze, seguita dalla storica “Money” dei Pink Floyd al 22% e dall’italiana “Soldi” di Mahmood al 18%. Solo il 3% degli intervistati sarebbe disposto a rinunciare alla musica, preferendo invece eliminare videogiochi o social network dalla propria quotidianità.

A cura di Viola Bianchi

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